Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <518>
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Gianni Marongiu
Ma la legge mentre aboliva il dazio governativo non riduceva quello comunale nei Comuni che ne avevano fatto abuso e permetteva a quegli altri Comuni, che se ne erano serviti modestamente, di innalzare le loro tariffe tfiti
E così la quota comunale (fatta salva) si accrebbe al di là di quella governativa e in talune regioni fu portata ad altezze intollerabili.132)
E ancora una volta furono i Comuni meridionali a subire la pressione maggiore.
Per il 1897, quando il gettito dei ed. dazi sui farinacei ammontò in tutto il Regno a 30.921.360 (il 14,87 del totale di tutti i dazi, governativi e comunali, 211 milioni e rotti), da un documento ufficiale, contenente l'elenco dei Comuni la cui riscossione per dazio sui farinacei eccedeva il 20 del prodotto totale dei dazi di consumo ,133) si evince che, su un totale di 166 Comuni, due soli appartenevano alla Sardegna (Bosa e Alghero), dodici alla provincia di Genova, due alla provincia di Roma, tre alla provin­cia di Livorno e i restanti 147 alle Province meridionali e alla Sicilia.134)
Quella descritta essendo la situazione non v'è dubbio che anche l'ordi­namento tributario allora vigente aveva in sé le potenzialità per porre rime­dio, con scelte opportune, alle più evidenti sperequazioni.
Con il potenziamento delle imposte comunali di famiglia e sul valore locativo, con la tassazione a livello locale della ricchezza mobile, con fisti-tuzione dei contributi di miglioria si sarebbero potuti abolire o fortemente ridurre i dazi comunali sulle farine e farinacei, e la tassa sul bestiame o dimezzare almeno i dazi governativi sui consumi;135) mentre con due decimi di fondiaria e con l'aumentato gettito dei dazi doganali sui cereali si sarebbe potuto incidere fortemente sul gravosissimo prezzo del sale.
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15. E altrettanto certo, però, che la elasticità e la potenzialità del si­stema fiscale si sarebbero ulteriormente accresciute ove si fosse fatta una
*W> I. BoNOMt, La finanza locale eie, pp. 140-141.
iiZì G.. CARANO DoNVlTO, L'economia meridionale cit., p. 286.
9 È l'elenco allegato al disegno di legge contenente modificazioni alle leggi sulle tas­se di consumo e di produzione e sui tributi locali: cfr. Atti Parlamentari leg. XX, 2 sessione 1898, n. 44, p. 4.
t*) Tale percentuale saliva al 21,77 a Bari, al 27,78 a Catania, al 30 a Palermo e Reggio Calabria, al 34 a Girgenti e Modica, al 36 a Messina, al 37 a Noto, al 39 a Monreale, al 42 a Termini Imcresc e a Torre Antìanaiatay al 45 ad Andtta, al 47 a Parrinico: si veda E. CARANO-DoNVKTD, L'economia meridionale eie;-, py 286.
13*> Si veda G, MARQNGIU, La storia dei tributi degli enti locali clL, pp. 76-87.