Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
<
2001
>
pagina
<
520
>
520
Gianni Marongu
dendo dalla persona del proprietario e quindi è contraria ai privilegi soggiungendo che se Questo era il suo merito politico; essa aveva anche e soprattutto un merito economico, poiché ... l'imposta proporzionale rispetta il giuoco naturale delle forze economiche operanti e resta neutrale tra di esse gp
Ma lo aveva scritto Sella, nella relazione al progetto di legge sull'imposta di ricchezza mobile (1862), che La tassazione dei redditi procede logicamente e nettamente: abbandona le antiche vie tortuose, non vuole né proteggere industrie, né favorire classi speciali, né opprimerne altre.
Per queste ragioni anche chi alla progressività dedicò splendide pagine riconosceva che la giustizia vorrebbe la progressione, la certezza esige la proporzione .140)
In buona sostanza, anche prescindendo dai timori dei possidentes ,
ragioni ideali, e anche pratiche,141) per quasi tutto il secolo XIX, fecero
preferire le imposte reali a quelle personali, le proporzionali alle progressive.14?)
Fu negli ultimi lustri del secolo scorso}AS* che gli studiosi molto contribuirono 144) a rendere scientificamente rispettabile quello che prima si riteneva basato su postulati arbitrari, assumendo che a fondamento della tassazione progressiva stava l'idea dell'utilità marginale decrescente in successivi atti di consumo e che, dovendosi garantire nella distribuzione del carico tributario una uguaglianza di sacrificio, ciò meglio si sarebbe conseguito tassando i redditi con aliquote progressive.
'=> A. DE VITI DE MARCO, Princìpi di economia ftnansriaria, con pref. di L. Einaudi (1934, 2 ed. 1939), ristampa della 2 ed,, Torino, Einaudi, 1953, pp. 184-186.
,4) M. PESCATORE, La logica delie imposte Torino, Stamperia della Gazzetta del Popolo, 1867, pp. 17 sgg. e spec. 24.
ij'3 Al riguardo Borgatta nel 1946 tra i pregi massimi del metodo reale ebbe a ricordare la possibilità di attuare un'utile "divisione del lavoro" amministrativo di accertamento (G. BORGATTA, Le imposte sui reddito, in Rapporto della Commissione economica presentato all'Assemblea costituente, v. Finanza, Relazione, Roma, Poligrafico dello Statoj. 1946, pp. 268 sgg. e spec. 272-274).
i*z> 11 secolo XTX, può, invero, essere chiamato il secolo dell'imposta reale (L. EINAUDI, Principi di scienza delle finanze, Torino, La rifórma sociale, 1932, p. 141).
W3j Dal 1870 in poi hanno ripreso voga le parole di progressività, personalità, globalità, complessità scrisse L. EINAUDI, Miti e paradossi della giustizia tributaria, Torino, Einaudi, 1938, p. 1.
,4*> Se ne veda un'efficace illustrazione anche in connessione con la espansione delle spese pubbliche, in F.S. NlTTI, Primfyi di scienti delle finanze, Napoli, L. Pietro ed., 1905, pp. 333 sgg.