Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
<
2001
>
pagina
<
521
>
Ltf politica fiscale di F. Càspi 521
È facile immaginare quale fu l'impatto di queste teorie in anni nei quali le intervenute, rilevanti trasformazioni politiche, economiche e sociali già portavano ad incidere sui principi primi dell'assetto reale dell'imposizione.14
Pur tra forti resistenze146) si irrobustì l'opinione, frutto del prevalere delle correnti democratiche sulla fine del secolo XIX, che l'imposta progressiva sul reddito ben si coniugava con le finalità di giustizia protese a liberare le classi meno abbienti di parti del carico tributario145) e con l'allargamento del suffragio che diede alle classi popolari il mezzo di fare sentire il proprio peso nella vita pubblica.
Ma soggiungo il sistema di imposizione personale e progressiva acquistò favore anche per una ragione più sostanziale. Dopo il grande slancio che la produzione e l'accumulazione della ricchezza hanno di fatto compiuto* si è cominciato a dare di nuovo importanza relativamente maggiore ai problemi della ripartizione della ricchezza. Come, prima della rivoluzione francese, la critica scientifica aveva iniziato il movimento contro gli ostacoli che si opponevano all'aumento della produzione, così, dopo, essa ha cominciato la campagna contro i pericoli sociali della formazione e dell'accentramento delle grandi fortune. D'onde l'atteggiamento legislativo contro l'eredità e in favore del frazionamento delle grandi proprietà terriere, e poi tutto il crescente edificio della legislazione sociale. Il sistema di questa legislazione, che indicheremo col nome di politica dei benefici speciali a favore delle classi popolari, si risolve in aggravio di spese pubbliche a carico di tutti i contribuenti. Peraltro, ad impedire poi che di fatto siano pagate dalle stessi classi che se ne avvantaggiano {Omissis) l'insieme di queste misure sbocca nella imposizione progressiva, che diventa il fenomeno tributario correlativo del nuovo indirizzo generale di politica economica, in cui i problemi della ripartizione dominano su quelli della produzione.148)
,45f) Vi fu un graduale mutamento di opinioni dopo il 1880, quando l'equità sostituì l'efficienza come criterio base nella tassazione. Nel momento in cui gli Stati andavano assumendo responsabilità nel garantire il benessere ai cittadini con le scuole, le infrastrutture e le assicurazioni pubbliche contro i rischi della vecchiàia e .della disoccupazione, presero piede nuove teorie fiscali. In Europa e in America, nelle società industriali dove esistevano grandi differenze di benessere, la capacità contributiva di ciascuno, non i benefici ricevuti dallo stato, divenne 11 principale criterio di riparazione delle imposte (G. WEBBER e A. WiLDAVSKY History o/Taxàtion àadJhxpenditim in the Western WMB, INCW York, Simon and Scbustcr", T968, p- 320; traduzione nostra).
i'j Descritte da Gf ALESSIO, PtpTa dell'imposta progressiva* in Rivista italiana per le sciente giurìdiche, 1897,, pp. 207-221..
147) E. JO'AtiBERGO, La crisi dell'imposta personale sul reddito, Padova, Ccdam, 1931,
P- *
M) A. DE VITI DE MARCO, Prìncipi dì economia finanziaria cit., pp. 186-187.