Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <530>
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530 n"i Gianni Marongiu
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19. Ebbene, se questi furono i propositi manifestati da Giolito e tra­dotti da Gagliardo in un progetto di legge, nulla toglie alla loro validità la constatazione che, con ogni probabilità, Giolito intese lasciare un buon ricordo politico di sé quando già dava per scontata la caduta del proprio governo, che avvenne pochi giorni dopo.173)
E vero, piuttosto, che ben pochi volevano apportare modificazioni strutturali all'ordinamento tributario. Se ne ebbe la riprova quando, dopo i governi Rudìnì e Giolitti (un intermezzo sui problemi economia-finanziari), nel dicembre del 1893 si avviò la seconda, non breve esperienza di governo di Crispi.
Certo, per il rigore nella finanza pubblica, non v'era molto da sperare nel Presidente del Consiglio il quale disse che alla questione finanziaria io anteporrò sempre la questione di onore nazionale e di indipendenza ed ogni qualvolta sarò persuaso che l'onore e l'indipendenza della nazione esigono sacrifici, qualunque sia lo stato delle finanze, io non mi asterrò mai dal consigliarli alla Camera e dal venire al Parlamento a chiedere i mezzi neces­sari; e, quasi a non lasciare dubbi, altrettanto chiaramente soggiunse: Mo­derare la febbre delle opere pubbliche restringendole a quelle strettamente necessarie; ma non tocchiamo l'esercito onde non vi aspettate dall'opera nostra che la potenza militare italiana possa essere ridotta e anzi tutti dovevano lavorare d'accordo a preparare quelle vittorie che, fino ad oggi, invano abbiamo cercato.174)
Alla difficile opera di risanamento si dedicò, invece, Sidney Sonnino che, dopo la defezione di Perazzi, nei Governo Crispi assommava in sé la responsabilità delle Finanze e del Tesoro e che, deciso ad appoggiare qua­lunque ministero avesse mostrato di volere seriamente fare in fatto di finanza, era convinto che Crispi è una macchina potente che bisogna impiegare ad uno scopo utile.175)
E in effetti Sonnino, nel 1894, elaborò un piano che, gravando la ma­no su tutte le forme della ricchezza, aveva una sua durezza, una sua equità
1*8 Si veda G. MARONGIU, La politica fiscale dilla Sinistra storica eie, pp. 413 sgg,
H[4) I brani sono tratti dai due discorsi alla Camera del 21 aprile e del 13 maggio 1894 in F. CRISPI, Discorsi parlamentari cit, voi. terzo, p. 725 e pp. 749-757.
w) Cosi S. SONNINO, Diario 1866. Ì92. voli., a cura di fi. F, BnoWN, introd. dì G. SPINI* Bari, Laterza, .1971, voi. primo, pp., il:53>i,34.