Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
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2001
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532 r Gianni Marongìu
redditi compresi tra le 1.500 e le 4.000 lire imponibili, che sarebbero stati tassati con l'aliquota dell'I per cento.
Ma, ciò che più caratterizzava il progetto Sonnino era il procedimento di valutazione dei redditi o meglio ancora la determinazione e la quantificazione della base imponibile. Lo si volle essenzialmente indiziario. Infatti, anziché cogliere l'entrata nelle diverse fonti produttive, si volle presumerla indirettamente, guardando alle manifestazioni esterne e indirette della spesa. Fu scelto, cosi, come indice di commisurazione del reddito, l'ammontare della spesa per l'abitazione, ritenendola, più di ogni altra, idonea a valutare il grado di agiatezza del contribuente per l'universalità del bisogno cui corrisponde, per il presumibile rapporto con le possibilità di spesa e per la facilità di constatazione.
Ma per ottenere l'approvazione del piano 179> Sonnino dovette accettare la cancellazione del ristabilimento dei due decimi della imposta fondiaria e della progettata nuova imposta sull'entrata.
La Commissione parlamentare approvò infatti l'aumento del prezzo del sale, la maggior tassa sulla vendita degli spiriti, l'aumento delle tasse di successione ma respinse la nuova imposta sull'entrata. Come si può pensare osservarono i Quindici ad iniziare la trasfigurazione del nostro difettoso sistema tributario nel momento stesso che si propone di rafforzarlo intensificandolo nelle imposte dirette ed aggravando i consumi anche necessari? >fc 1
Era all'evidenza un sofisma perché, nella prospettiva sonniniana di un sforzo complessivo consistente, il nuovo tributo avrebbe garantito un ulteriore gettito. Di contro, nella prospettazione di chi lo considerava un mezzo di indispensabile perequazione del nostro complessivo sistema tributario avrebbe consentito un pronto sgravio di alcuni consumi popolari.180)
Insomma se la crisi siciliana1R) segnò il tramonto di una ipotesi di sviluppo capitalistico autoctona nel Mezzogiorno (di esso, tra la repressione e il ribadito riformismo anche del secondo Crispi,182) i timori degli uni e le
,7';) Per la sua illustrazione dettagliata, per il timore di Crispi di un confronto parlamentare, per la scelta delle dimissioni* per il superamento delle crisi con un rimpasto (Bosclii alle Finanze, Sonnino confermato al Tesoro) si veda G. MARONGÌU, La politica fiscale della Sinistra storica cit, pp. 425-434.
i*0 Cosi L WOLLEMBORC, il 24 maggio 1894 alle Camera, in Sfrìtti e discorsi di economia e finanza, con prof, di A. ORAZIANI, "?arino. Fratelli Bocca, 1935, p. 493
iw> Si veda A. MONTI, 1 fmtmunth Bologna, Il Mulino, 1998, pp. 81-88 e ivi anche le ragioni che indussero Crispi a una cosi duri repressione del movimento dei Fasci siciliani.
182} ]S3C luglio del 1894 Crispi presentò si Parlamento, senza fortuna, un progetto, da lui stesso elaborato, che prevedeva la ereazione, in Sicilia, di un buon numero di piccoli