Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <537>
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continue, costose e fastidiose operazioni di accertamento e di revisione degli imponibili.196)
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22. Identiche precisazioni devono essere fatte con riguardo alla utiliz­zazione della progressività nell'ambito dell'imposizione diretta sul reddito.
Al riguardo, già allora, infatti, si contendevano il campo due soluzioni.
V'era chi si riferiva alla istituzione di una imposta personale e progres­siva ma complementare alle esistenti imposte dirette, reali e proporzionali sui redditi e di esse integrativa e chi, invece, patrocinava un'imposta unica, personale e progressiva, volta a sostituire e assorbire quelle reali e propor­zionali sui terreni, sui fabbricati e sulla ricchezza mobile.
Questa seconda era un ideale anche secondo alcuni di coloro che pure la progressività sostennero e difesero e che perciò nel concreto confidavano almeno in una correzione delle imposte reali e proporzionali esistenti.197?
Era un ideale non facile da attuare nelle condizioni economiche del­l'Italia di allora perché, come scrisse un grande economista, un'imposta generale sul reddito da sostituire a quelle reali si adatta bene alle economie più evolute come abbiamo visto a suo tempo; ma non è praticamente possibile che quando alto sia il reddito medio, la pressione tributaria mite: in paesi, cioè, molto ricchi e poco oberati.198)
Ideale che era stato portato nelle aule del Parlamento dai radicali prima ancora dei socialisti. Nel 1885 i deputati Marcora e Ferrari si opposero alla legge di perequazione fondiaria in nome di una grande riforma delTallora vigente sistema tributario.
Il progetto, come precisò lo stesso Ferrari nell'ordine del giorno che svolse ni dicembre 1885, era quello di addivenire alla riforma dei tributi diretti sulla base di una imposta unica e progressiva sull'entrata di una imposta che si distingue dalle altre imposte per alcuni suoi caratteri princi-
m) Così P. JANNACCONE, L'imposta di successione e i valori mobiliari, in Rivista banca­ria, 1923.
I97) Il mio ideale tributario scrisse Conigliani è un'imposta progressiva sul reddito a scopo politico sociale: imposta unica tra le dirette (accanto, cioè, a una imposta pure graduata sulle successioni e ad imposte indirette sui consumi voluttuari) [... Per me è un ideale! perciò vorrei attualmente migliorate e corrette le imposte reali esistenti (C. A. CONIGLIANI Un'ultima risposta all'otu Naquet, in La riforma sociale, a. II (1895), voi. Ili, p.44).
,98) Cosi E. BARONE, Studi di economia finanziaria cir., loc. cit., p. 175,