Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
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2001
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538 Gianni Marongitt
pali: è, cioè, personale e soggettiva; colpisce la capacità contributiva nel suo complesso, indipendentemente dalle varie fonti di reddito.t,9>
E i socialisti, di lì a qualche anno, quando furono discussi i provvedimenti finanziari di Sennino, rilanciarono una riforma tributaria ispirata a una forte progressività.200)
Ben si intende che, nel concreto, i socialisti non cessarono dal proporre e dal sostenere progetti che, seppure non collimanti col modello ideale, andavano nel senso della progressività. E così Agnini e Costa quando, nel gennaio-febbraio del 1898, fu discussa la riduzione temporanea del dazio doganale sul grano proposero la sua totale abolizione e, per compensare le minori entrate, l'applicazione di una imposta progressiva sui redditi superiori alle tremila lire; e così, ancora, nei Comuni si batterono per la valorizzazione dell'imposta di famiglia.201)
Ma tornando al modello ideale, e alla conseguente progettazione, esso non aveva nulla in comune con i progetti di chi invocava una imposta progressiva e complementare alle esistenti imposte reali sui redditi reali e proporzionali.
In altre parole, chi voleva una imposta unica, personale e progressiva intendeva mutare radicalmente la struttura del sistema fiscale complessivo e quindi considerava la questione finanziaria soprattutto come un aspetto della questione sociale. Chi, invece, voleva un'imposta personale e progressiva, ma complementare, era attento ad una maggiore giustizia, ma anche preoccupato degli equilibri del bilancio dello Stato.
Diverse le prospettive, opposti i giudizi sull'esistente. In nessun dei progetti ricordati fu presa in considerazione la eventualità di abolire le allora vigenti imposte dirette per sostituide con una imposta unica sul reddito. E ciò non solo perché, i proponenti, come tutti i ministri delle Finanze, avevano giustamente la preoccupazione della incidenza sul gettito e giudicavano, quindi, pericoloso fare un salto nel buio in un momento in cui la finanza reclamava nuove cospicue entrate.
Ma anche perché essi condividevano il giudizio sostanzialmente positivo che illustri studiosi avevano dato202) e daranno del sistema tributario
IW La citazione solò esemplificativa è tratta da G. MARONGIU, La polìtica fiscal* della Sinistra storica cu., pp. 250-254 e ivi i riferimenti anche ad altri progetti.
2) Cosi G. ACMNÌ, discorso deli'8 luglio 1895, in A. P., Leg. XIX, Discussioni, voi. primo, p. 823.
Si veda P. FAVllXI, li labirinto della glande riforma cit, pp. 183 sgg.
2K) Uno dei più illustri studiosi tedeschi, nello splendido studio comparato sulle finanze dei principali paesi, giudicò l'ordinamento tributario italiano un esempio di semplicità rispetto ai sistemi degli Stati tedeschit si veda A. H. G. WAGNER, Fi/iariimsenscba/t, Leipzig,