Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <543>
immagine non disponibile

LM palitha fiscale di]i Crìspi 543
Uno slogan divenne la riflessione per la quale una tassazione molto fortemente graduata realizza nel modo più completo il supremo pericolo della democrazia, in quanto crea una situazione in cui una classe impone all'altra oneri che ad essa non è richiesto di subire, mentre spinge lo Stato a lanciarsi in progetti ambiziosi e stravaganti, nella convinzione che le spese saranno sostenute da altri,220)
Tutte critiche riprese e sunteggiate nelTallora influentissima (in Italia) monografia nella quale si asserì che la progressività dell'imposta non ha il conforto di applicazioni di fatto, è principio assurdo in teoria e impossibile in pratica, arbitrario e antigiuridico, antidemocratico, socialista, rivoluziona­rio.221)
L'aggettivazione mostrava che, in quel lavoro, non vi era nulla di cri­tico e di scientifico ma si dava solo voce a pregiudizi diffusi che non tutti avevano il coraggio di manifestare.
Scriverà, di lì a pochissimi anni, Nitri che se l'imposta progressiva a-vesse uno solo dei difetti accennati (arbitraria, antigiuridica, imprati­cabile) si sarebbe potuto fare a meno di enumerare i vantaggi perché di essa si sarebbe potuto dire quel che si disse della giumenta di Orlando, aveva tutti i pregi e un solo difetto: era morta.
In realtà, osservò Nitri, tutta l'aggettivazione di Martello era criticabile perché anche per la proporzionalità non vi è un limite logico o scientifico il quale dica che la proporzione deve essere uno, o cinque, o quindici per cento, perché occorre che il sacrificio dei contribuenti sia eguale (e quindi la progressività non è ingiusta) e perché quando si afferma che l'imposta non è mai stata praticata ed è impraticabile si dice cosa vera se ci si riferisce al complesso dei vari sistemi tributari e la seconda non è vera affatto (le imposte indirette sui consumi non si prestano alla pro­gressione, le imposte dirette reali poco ... e quindi non si trafcÉa che delle grandi imposte dirette personali le quali in passato non esistevano o dati i mezzi di accertamento ... erano assai arbitrarie).
In sintesi, osservò Nitri, a conclusione di una attenta disamina dei principi e delle concrete situazioni storiche, noi non consideriamo la progressività o la proporzionalità come due metodi di cui l'uno escluda l'altro perché anzi le imposte personali e progressive appaiono sempre
x> Cosi W.E.H. tKCKY, Dewocra and liberfy, New York, 1899, nuova ed, p. 347 (nostra traduzione),
321) T. MARTELLO, L'imposta progressiva ìli boria e in pratica* Opera premiata dal Reale Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, Tip. Ferrari, 1895, spec. pp. 80-102.