Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
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2001
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546 Gianni Marongm
Al riguardo invece l'appeal prussiano (a tacere di quello austriaco) fu nullo e il suo esempio non valse a rimuovere le inerzie crispine.
Come ho ricordato né tra il 1893 e il 1894 né negli anni successivi si presero in esame il progetto Gioii tri-Gagliardo e quello alternativo di Sormino,
L'uno e l'altro si lasciarono rovinosamente cadere.
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24. Crispi non volle mutare la struttura dell'ordinamento tributario che aveva ereditato e, con gli strumenti fiscali della Destra storica, e consoni a quella politica, intese raggiungere obiettivi nuovi, diversi, più ampi.
La contraddizione non era quindi meramente estrinseca (Crispi e coloro che perseguivano gli stessi obiettivi avrebbero potuto dirsi estranei ai valori degli altri, i sostenitori di una finanza democratica) ma intrinseca ai propositi degli stessi sostenitori di un programma nazionale.
Ne vennero una politica tributaria non solo meno equa di quella della Destra storica (come confermano i dati) ma anche intimamente contraddittoria, come osservarono Giolito" e Spaventa, e J'ordinamento tributario, rimanendo fermo, mostrò segni di invecchiamento e di rigidità.
A quel sistema di imposte dirette, che l'altezza delle aliquote rendeva scarsamente elastico, la progressività, seppure mite, avrebbe potuto dare, quanto meno, la elasticità e l'equità che non aveva: lo aveva scritto Alessio nel 1887 ma la sua indicazione rimase inascoltata.230)
In realtà essa era in grado di dare ben di più proprio al disegno di Crispi.
Se questi, a partire dal 1889 mise l'accento sul carattere sociale del suo programma (alla fine del 1890 parlò di uno Stato sociale basato su di una pacificazione che legasse Stato e classi operaie nel comune vincolo dell'amore per la patria) ebbene proprio l'imposta progressiva, come insegnava de Viti,23l> avrebbe impedito che i benefici speciali a favore delle classi popolari fossero pagati dagli stessi che si avvantaggiavano: e il vincolo d'unione per la patria ne sarebbe risultato fortificato.
Ma più in generale ancora, essa, la progressività, sarebbe stato uno strumento di straordinaria efficacia per quella borghesia rivoluzionaria cui, secondo Crispi, spettava di rappresentare gli interessi dei ceti popolari e
230) SÌ; :mfo G. Àl-ESSip, Sagffo cit., voi. secondo, pp. 873-880. p? Si veda retro al par. 15.