Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giosu? Carducci. Biblioteche private. Epistolari
anno <2001>   pagina <550>
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Ferdinando Cordova
La vicenda, che stava per giunge a termine, gveva avuto origine, a dite il vero, qualche tempo prima e si era dipanata con la cautela necessaria a non offendere la suscettibilità delFinteressato.
È noto, infatti, che la mattina del 25 settembre del 1899, Giosuè Car­ducci, appena alzatosi dal letto e fatto il bagno, era stato colpito, nella sua casa di Bologna, da una paralisi, che aveva bloccato la parte destra del corpo. Malgrado gli fossero state prestate cure sollecite, egli non si era ripreso e, come ha scritto un suo biografo ed amico, non era più lui; si sentiva come dimezzato.3) In realtà, era, quello, l'ultimo colpo di un male, manifestatosi da circa quattordici anni, quando nel marzo del 1885, mentre lavorava nel suo studio, egli aveva avvertito un intorpidimento al braccio, che si era dileguato abbastanza in fretta, lasciandogli però, per qualche giorno, spossatezza nell'intera persona. I medici avevano diagnosticato un disturbo nervoso, a guarire il quale consigliarono periodi di riposo ed un'esistenza salubre. Carducci era persona troppo alacre e presa, comunque, nel giro di una vita operosa, per seguire in pieno il primo suggerimento. Si era sforzato, invece, di ottemperare al secondo, recandosi in villeggiatura, durante l'estate, sui laghi o in montagna, dove s'imponeva di osservare i principi di una quotidianità salutista. Di questo suo comportamento restano tracce, per lungo periodo, nelle lettere familiari. Nel luglio del 1885, ad esempio, scriveva alla moglie Elvira, da Desenzano: Ricevo la ultima ma. Io sto bene, salvo le ore in cui si muta il tempo e fa burrasca: allora mi sento i soliti tremiti e oscillamenti. Del resto, mangio due volte al giorno, faccio tutti i giorni un bagno nel lago .4) Alcuni anni dopo, spostatosi, nello stesso mese, a Madesimo, in quel di Chiavenna, informava, invece, il gene­ro: Io tutte le mattine faccio un bagno d'immersione con spugnature in acqua che dai 16 gradi va agli otto, e presto sarà a 6: alle quattro, mi sotto­pongo alla doccia: tutto sotto la direzione di un medico, che anche mi vuole bene;5) e, infine, per chiudere il cerchio delle citazioni, nel luglio del 1897, rivolgendosi, sempre da Madesimo, ancora alla moglie: Io sto assai bene le diceva . Questo clima e la dieta idraulica montana mi rendono anche il vigore. La mattina, immersione nell'acqua fredda*, e passeggiata al bosco. Dalle 9 alle 12 studio, Alle 12, colazione, un piatto di carne sem­plice. Poi un po' di riposo e di leggero studio. Alle 4 Vt o 5, doccia. Poi
*> GIUSEPPE CHIARINI, Memòrie della vita di Giosuè Carducci (1835-1907), Firenze, 1920, p. 401.
*i Lettere di Giosuè Carducci alla famiglia e a Severino Ferrati, a cura dì ALBERTO DAL-LOLIO, Bologna, 1913* g. 93,
S) //.'/, p. 120. La lettera è datata 28 luglio 1888.