Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giosu? Carducci. Biblioteche private. Epistolari
anno <2001>   pagina <554>
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Ferdinando Cordova
spirito .J4> È indubbio, infine, che la sua devozione si era andata consoli* dando, con il passare degli anni, mentre osservava il poeta abbandonare i propri furori giacobini, per un approdo a lidi politici rassicuranti.
Dallolio, per le ragioni della sua carica di sindaco, era stato ricevuto, più volte, a Corte, dove Margherita ed Umberto gli avevano manifestato simpatia e conversato con lui in tòno confidenziale, esprimendo, senza riserve, la loro opinione sugli eventi del giorno; al punto che egli ne aveva annotato le parole in un piccolo diario, rimasto inedito.15) In tali circostanze, gli era capitato, anche, di incontrare l'allora principe ereditario, Vittorio Emanuele, il quale aveva palesato un tratto cordiale, contenuto entro una rigida formalità. Lo aveva rivisto dopo i funerali del padre, assassinato dall'anarchico Gaetano Bresci, ed aveva rafforzato il suo parere, che si trattasse di persona affabile, ma nei limiti, un po' convenzionali, dell'eti­chetta. Devoto, tuttavia, alle istituzioni ed ai Savoia, aveva ritenuto naturale rivolgersi al capo dello Stato, prima che ad altri, per invitarlo a compiere un gesto emblematico dell'apprezzamento e della riconoscenza del Paese verso chi, con austero intelletto, ne aveva sollecitato gli istinti migliori. Ben presto dovette accorgersi, a dispetto delle proprie idee più radicate, che le sue speranze poggiavano su una fiducia mal riposta. Il nuovo re non era, infatti, capace di slanci generosi. Nato con un corpo gracile come accade, talvolta, a chi è figlio di consanguinei16) e lontano, in ogni caso, dal­l'immagine marziale del sovrano, accreditata, in quei tempi, presso l'opi­nione pubblica, Vittorio Emanuele III aveva sofferto non poco I7> per il suo fisico modesto. Allo scopo di irrobustirlo, anche nel carattere, e di preparar­lo alle responsabilità, cui sarebbe stato chiamato, i genitori l'avevano affida­to ad un colonnello di stato maggiore, il conte Egidio Osio, noto per l'indole severa.18) La fama della terribilità del governatore Osio ha sostenuto Onorato Roux, scrivendo nel 1901 echeggia ancora nelle sale del Quirinale. Fu davvero un precettore rigido, inflessibile, tenace.1
M) Mp. 37.
]9 II diario manoscritto, oggi in possesso di alcuni eredi, che mi hanno permesso di fotocopiarlo, ha per titolo Colloqui del sindaco di Bologna con i Sovrani d'Italia (1891-1902). Consta di un centinaio ài paginette, che mi riprometto quod est in votis di pubblicare tra breve.
igi Umberto e Margherita erano cugini in primo grado.
17) DOMENICO BARTOLO Vittorio Emanuele III, Milano, 1946; SILVIO BERTOLDI, Vip torio Emanuele III, Torino 1971.
18) LUIGI MORANDI, Come fu educato Vittorio Emanuele IH, Torino, Roma, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, 1914, passim e, in particolare, pp. 61-65.
w ONORATO ROUX, La prima regna d'Italia Milano, 1901, p, 92.