Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giosu? Carducci. Biblioteche private. Epistolari
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2001
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555
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La vendita della biblioteca Carducci 555
L'educazione ricevuta fini a quel che sembra per segnargli la vita e tu, certo, gravida di conseguenze su un temperamento insicuro e portato alla riservatezza. Nel 1889 è stato anche scritto quando compiuti i ventanni si affranca dalla tutela del colonnello, il futuro re è un uomo dall'indubbia intelligenza, ma caratterialmente arido, riservato, diffidente, che nell'introversione nasconde un groviglio di frustrazioni per l'inferiorità fisica e per il peso di una formazione troppo severa .2{9 La sua natura, già poco brillante, era divenuta ancora più opaca e lo aveva reso del tutto indifferente alle lettere o, più in generale, alle arti, per le quali non rivelava, infatti alcuno interesse. Con tali presupposti, gli era, francamente, difficile riconoscere la statura di Carducci. Appare, anzi, probabile che lo considerasse, come ha scritto Carlo Casalegno, un parvenu abbagliato dalla regalità wfy. Alle sollecitudini di Dallolio, dunque, il quale lo invitò, il 15 gennaio del 1901, ad acquistare la biblioteca, mediante un atto di liberalità discreto, volto ad evitare di mettere in piazza le difficoltà in cui si dibatteva il poeta, il re suggerì, mostrando un'indifferenza prossima al fastidio, che, tutto sommato, egli poteva regolarsi come altri suoi colleghi e conservare l'insegnamento universitario, eludendo l'impegno delle lezioni. Gli venne ricordato, in replica, che il maremmano era uomo di coscienza, quanto forse non altri, anche se ciò non sembrò colpirlo in modo particolare e non lo indusse, comunque, ad assumere un impegno concreto. Il primo cittadino di Bologna, allontanandosi dalla capitale con promesse generiche, ebbe la netta consapevolezza d'aver perso il proprio tempo. Quando ritornò in udienza, una settimana dopo, al Quirinale, nutrendo ancora la debole speranza di un ripensamento, Vittorio Emanuele III lo ricevette con il solito aspetto di circostanza, pronto a chiacchierare in maniera vaga, ma senza alcun accenno ai problemi del poeta, che mostrò, nei fatti, di voler dimenticare. Di Carducci annotò, amareggiato, Dallolio ne verbum qui-
Ben altri, invece, erano i sentimenti di Margherita di Savoia nei confronti del letterato. È noto ed è, qui, appena il caso di accennarvi quanto Carducci avesse contribuito ad alimentare il mito della sovrana presso la borghesia colta ed i ceti medi. L'Ode alla Regina d'Italia, composta nel 1878, con il famoso incipit (Onde venisti? Quali a noi secoli / Sì mite e bella ti tramandarono?), che conteneva il ricordo virgiliano della preghiera di Enea a Didone, aveva sollevato polemiche appassionate nell'Italia
> GIANNI OLIVA, / Savoia, Milano, 1998, p. 439.
20 CASLO CÀSAEONCy La regna Margherita, Tonno, 1956, p. 143.
22) Vedi, in appendice, ie pagine del diario, inedito, di Alberto Dallolio.