Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giosu? Carducci. Biblioteche private. Epistolari
anno <2001>   pagina <556>
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Ferdinando Cordova
dell'epoca, dove la repentina conversione alla monarchia delPaedo repubbli­cano aveva provocato scalpore. Qualcuno aveva sostenuto che egli era stato ammansito dal fascino di una bella donna, altri l'aveva accusato di tradire gli ideali di una non lontana giovinezza e c'era stato, perfino, chi, come Mario Rapisardi, dicendolo di gonne regali umil lecchino , aveva adombrato sospetti ingenerosi.24) U poeta ricordò, qualche anno più tardi, la genesi di quei vèrsi.2) In realtà, l'improvviso revirement aveva tratto origine dal con­vincimento profondo, comune a molti della sua generazione, che la monar­chia avrebbe unito il Paese, mentre la repubblica lo avrebbe diviso.26) Non vi fu estraneo, del resto, un certo lusinghevole compiacimento. Prima di tutto scrisse egli, infatti, ad Achille Bizzoni, spiegandosi la Regina amava e sapeva a mente le Odi barbare si compiaceva di ripetere a mente a Zanardelli l'ode A.lla Vittoria di Brescia. Ora, per un poeta, che una gen­tile e colta signora lo approvi è una delle massime soddisfazioni.27) Con il volgere degli anni, infine, lo avvicinò ancor di più alla sovrana un con­diviso, nei confronti di Crispi, sentimento di stima, il quale si richia­mava tuttavia, ne fosse o meno consapevole, a valori diversi. Nella regina nasceva, infatti, da una aristocratica diffidenza verso l'istituto parlamentare, che la portava a giudicarlo con severità, fino ad auspicarne la scomparsa, mentre nel maremmano traeva origine dal timore che lo Stato, appena unito, potesse di nuovo smembrarsi sotto i colpi sleali di vecchi e nuovi nemici.2?)
La spinta emotiva di una tanto complessa architettura aveva avuto modo, fra l'altro, di trovare ancora, seppure con minore freschezza, la via dei versi, evocando, in elaborate allegorie, la grazia sapiente di Margherita (Il liuto e la lira) o i fasti encomiabili di casa Savoia {Piemonte).
Allorché, dunque, la voce che il poeta era in difficoltà la raggiunse, la regina madre, memore di quanto dovesse al Carducci, dichiarò subito, al contrario del figlio, la propria disponibilità. Diede, perciò, tramite la mar-
2 ROMANO BRACAUN1, La Regina Margherita, Milano, 1985, p. 93.
w) A3 livore di Mario Rapisardi non erano estranee, forse, le polemiche sul suo Lucife­ro, pubblicato nel 1877 a Milano ed in cui erano contenute allusioni velenose al Carducci, Rapisardiatta, Edizione nazionale delle opere di Giosuè Carducci, Confessioni e battaglie, voi. XXIV, serie prima, Bologna, 1942, pp. 347-370.
Eterno femminino regatet in Prose di Giosuè Carducci (1869-1903), Bologna, 1944, p. 868.
*> C CÀSALEGND, op. eit., p. 114.
27) O. Kovx, op. ciJ.t pp. 122-123.
MARIO VINCIGUERRA, Carducci il fedele di Crispi in Studi politici* aprile-giugno 1957, p. 271.