Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giosu? Carducci. Biblioteche private. Epistolari
anno <2001>   pagina <558>
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Ferdinando Cordova
possiate nei celestiali spazii essere invidiato da Dante da Petrarca per aver veduta libera e forte questa Italia che essi lasciarono serva e divisa!..32) Era naturale, dunque, che, nel momento in cui le sue parole mostrarono la corda, perché la vecchiaia di Carducci non si presentava placida, né serena, egli avvertisse l'impegno di porvi rimedio. Il conte agì, secondo quanto si evince dalle lettere inedite che pubblichiamo in appendice, con estrema cautela. Ricevuto l'incarico nel maggio del 1901, attese di conoscere la volontà del re e solo dopo, nel febbraio dell'anno successivo, si indirizzò al Carducci per esplorarne gli intenti. Certo del suo gradimento, ne in­formò la sovrana, facendole sapere, nel contempo, che i volumi della biblioteca carducciana sono oggi 13.500, e gli opuscoli 10.000, e s'intende che vi si aggiungeranno quelli che successivamente perverranno al posses­sore. I manoscritti si tengono in 110 capsule. Il valore complessivo è di L. 40.000 .33> Esauriti, in tal modo, i preliminari, con 1' accordo delle parti, provvide a far redigere l'inventario della biblioteca, dandone l'incarico allo studioso faentino Alberto Bacchi della Lega, allievo devotissimo del poeta, il quale riempì 284 pagine di carta bollata.34) I volumi, infatti, pervadevano casa Carducci, in modo da coprire ogni possibile spazio; ed è, qui, interes­sante riportare il racconto, che ne fecero allora i quotidiani, perché la partizione per generi da essi operata, appare, pur nella sua genericità, indica­tiva non solo degli interessi del loro proprietario, ma anche dei gusti e degli orientamenti di un'epoca. Occupano i libri informò II Giornale d'Italia lo studio del Maestro, stanza molto vasta, con le pareti tutte coperte di
In lode di Giosuè Carducci. Discorso tenuto alla R. Deputazione di Storia Patria per te province di Romagna, nell'adunanza del 13 febbraio 1896, dal socio effettivo Nerio Malvezzi, Bologna, 1896, p. 15.
33) Vedi, in appendice, la lettera del 15 febbraio 1902.
Alberto Bacchi della Lega nacque a Faenza il 17 maggio del 1848. Conseguì la lau­rea in Bologna e, dal 1886 al 1912, lavorò, assieme ad Olindo Guerrini, presso la biblioteca dell'Università. Dal 16 gennaio 1887 divenne socio corrispondente e, dal 2 febbraio 1908, membro effettivo della Deputazione di Storia Patria per l'Emilia e la Romagna. In questo sodalizio, gli venne affidato, dal Carducci, l'incarico di segretario della Commissione pei tesò di lingua. In breve come ebbe a ricordare egli stesso cumulò la carica di segretario della R. Commissione con quella di segretario di Lui, attalché ogni giorno, finito il servizio di biblioteca, correvo alla Zanichelliana, sempre lietamente accolto e trattato. Se questi molteplici uffici non avvantaggiarono la mia carriera, mi procurarono la maggiore delle consolazioni nella compagnia, nell'affetto di Lui, che ricambiai con ardente zelo e con devozione infinita. Fu autore di numerosi ed apprezzati lavori di bibliografia e di alcune ricerche sulla caccia e sugli uccelli. Mori ne) capoluogo emiliano, dove aveva trascorso l'intera vita, il 1 settembre del 1924. Per un profilo biografico e per l'elenco delle sue opere, GIUSEPPE PECG1, Alberto Bacchi della Lega ornitologo e bibliografo faentino segretario ed amico di Giosuè Carducci, in Studi Romagnoli, 1955, pp. 225-226.