Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giosu? Carducci. Biblioteche private. Epistolari
anno <2001>   pagina <562>
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Ferdinando Cordava
nando all'impossibilità di trattarla io o di proporla allo Stato, il Re interrompe dicendo; Già, sarebbe un metterlo in piazza ed allora io metto innanzi il pensiero che m'era venuto che egli ne potesse fare l'acquisto. Non ho l'impressione che egli entri in quest'ordine di idee: riconosce che sarebbe un guaio che la biblio­teca andasse dispersa perché la biblioteca di un uomo di studio ha sempre un grande valore morale, ma sembra piuttosto sfuggire alla questione, chiedendo perché il Carducci non potrebbe conservare l'incarico, pur non facendo lezione come fanno tanti altri . Obbietto che il Carducci è un uomo di coscienza, come altri forse non sono. Egli replica che, ad ogni modo, vuole parlarne al Gallo per vedere se si trova un provvedimento. Avendo notato un mio movimento, aggiunge che non dirà al Gallo che gliene ho parlato io; ed io lo ringrazio, soggiungendo che, trattandosi di cosa delicata e segreta, io non ho parlato ad alcuno fuori che a lui. È il miglior modo di tenere il segreto replica il Re: ha fatto bene, perché non c'è da fidarsi, purtroppo, di nessuno ed insiste su ciò, lasciandomi l'impressione che egli ha i suoi segreti, più di qualunque altro. Si parla ancora del Carducci, ed egli si riserva di farmi sapere qualche cosa.
1902, 21 gennaio
(Essendosi parlato con la Regina madre di Carducci e della sua biblioteca, ed avendo essa detto a Malvezzi, che sarebbe disposta ad acquistarla, io misi in guardia Malvezzi di non prendere impegni finché io non avessi veduto il Re, il quale non mi aveva mai fatto sapere nulla. Perciò chiesi un'udienza, riprometten­domi di far cadere il discorso sul Carducci, aftinché il Re, se fosse stato disposto all'acquisto, ciò che non credevo, potesse dirmene qualche cosa. In caso di silenzio, era inteso che sarebbero continuate, come poi felicemente continuarono, le pratiche con la Regina Madre). [...] Il Re sta benissimo, è di buon umore e in vena, al solito, di chiacchierare [...] Di Carducci ne verbum quidam...
Nerio Malvej alla Marchesa di Vlllamarìna:
Camera dei Deputati
Bologna, 29 gennaio 1902
Signora Marchesa gent.nia
Ella ricorda senza dubbio il colloquio che tenevamo insieme nel maggio a proposito del prof. Carducci quando fummo interrotti dalla venuta di S.M la Regina Madre, che si degnò, con la sua consueta bontà per me, intrattenersi a lungo meco, manifestandomi generosi propositi in favore del poeta, ed affidandomi
> Questa lettera e il carteggio seguente sono in ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO, Casa di S. M. la Regina Madre, anno 1902, fase. 908.