Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno
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2001
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pagina
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573
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Pisacane precursore di Sordi 573
Altro concetto che accomuna Pisacane a Sorel è il rifiuto della delega politica, che comporta la non accettazione del suffragio universale e del governo rappresentativo, tanto che egli non manca di polemizzare, più volte, anche con il Piemonte parlamentare.
Nella Guerra combattuta scrive: L'era nuova verso cui ci avviciniamo a gran passi ridurrà l'immensa e putrida macchina governativa alla sua più semplice espressione; il popolo non delegherà più, né potere, né volere. Il solo sostegno del governo sarà l'opinione pubblica.21)
Nei Saggi precisa che i limiti del governo rappresentativo sono da rintracciare nel fatto che una ristrettissima parte (i governanti) si arroga il diritto di rappresentare il tutto (la nazione), secondo concetti che non sempre corrispondono a quelli dei governati. E poiché la nazione, libera soltanto nel momento del voto, abdica di fatto la sua sovranità nelle mani dei governanti, possono insinuarsi in costoro, nel tempo, pericolose tentazioni tiranniche.22)
Comune a Pisacane e a Sorel è anche la diffidenza nei confronti dei partiti, che hanno " una visione parziale, interpretano la realtà in chiave ideologica e sono tendenzialmente portati ad assumere posizioni egemoniche. Pisacane osserva che la litigiosità, lo scontro molto spesso tribale tra i partiti è destinato immancabilmente a trasferirsi nelle assemblee elettive, per ciò stesso garrule, lente, tumultuanti, snervate, sorta di congreghe che o causano la rovina del paese o conducono alla dittatura, essendo cosa impossibile ottenere l'unità de' fatti in tanta disparità di pareri P)
La critica al sistema parlamentare conduce Pisacane a ritenere più efficiente l'azione del governo in un regime monarchico rispetto a quella di un governo a regime parlamentare. E anche questa posizione può essere assimilata a quella, analoga, assunta da Sorel in certe fasi della sua elaborazione politica.
Cosi come ha qualcosa di soreliano la preferenza accordata da Pisacane alla dura servitù rispetto al regime costituzionale, in quanto la servitù avrebbe scatenato più prontamente la rivoluzione.24)
Quasi identiche sono alcune invettive contro la borghesia avida e corrotta, sia in Italia che in Francia e in Inghilterra; contro le ricchezze che,
accrescendosi e accumulandosi in poche mani, distruggeranno la probità
2J) C. PISACANE, Guerra combattuta in Italia ci,t p. 116.
?2) lo., Saggj storico-politici-militari sull'Italia, a cura di A. Romano, Milano, 1957, III, p. 127.
> hi, p. 215.
20 Cfr. W. MATURI, Interpretazioni del RJjorgtmento, Torino, 1962, p. 468.