Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <574>
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574 Gian Biagio Furiosi
individuale di cui ora andiamo superbi .25) Contro il filantropismo, contro i gloriosi principi dell'89, contro il filosofismo settecentesco; contro le idee astratte di libertà, patria, diritti; contro ogni forma di moderatismo e di riformismo; contro ogni forma di rivoluzione puramente formale, ossia solo politica; contro lo sbandieramento della parola democrazia.
E se Sorel scriverà le Illusioni del progresso? Pisacane scrive senza mezzi termini che il progresso continuo è un sogno.27) In entrambi si riscontra, su questo punto, lo stesso distacco abissale dall'illuminismo e dalle idee prevalenti nel Settecento.
Entrambi gli autori esprimono grande disprezzo verso gli intellettuali di professione. L'autore delle Riflessioni sulla violenta avrebbe scritto che niente è più nefasto di una rivoluzione condotta da intelletti iati assetati di vendetta e di dominio,2) e sarebbe arrivato a condividere il grido di Morte agli intellettuali! lanciato dai bolscevichi.
Pisacane, con pari forza, respinge ogni dittatura del pensiero e dell'azione di qualche individuo creduto degno,29) essendo convinto che il popolo non si educa con i libri e i discorsi, ma con i tatti e con l'esempio. Nemmeno per lui la funzione degli intellettuali è quella di dirigere la rivoluzione e le attività del futuro Stato socialista con potere assoluto e arbitrario, in quanto è il popolo che rimane protagonista e artefice della storia.30)
Identica è anche una precisazione su questo punto. Lo scrittore fran­cese affermerà di non avercela tanto con gli intellettuali intesi come gli uomini che pensano , quanto con coloro che fanno professione di pensa­re .31) Pisacane, da parte sua, manifesta apprezzamento per quei pensatori
25 C. PISACANE, Guerra combattuta in Italia cit., p. 335.
2Q G. SOREL, he illusioni del progresso, Milano-Palermo-Napoli, 1910. Su questa tema­tica SÌ Veda G. SASSO, Tramonto di un mito. h'idea di progresso fra Ottocento e Novecento Bologna, 1984.
29 C. PISACANE, Saggi cit., Ili, p. 41. Sul concetto di progresso in Pisacane si soffer­ma A. FERRARI, / precursori del movimento socialista in Italia, in Nuova Rivista Storica, X (1926), p. 19.
G. SOREL, ha Km/te. du monde antique, Paris, 1925, p. 44. Già Proudhon aveva é-sprcsso sinistre predizioni circa una rivoluzione provocata da avvocati, compiuta da arasti e condotta da romanzieri e poeti (in he Répresentanf du peuple del 28 aprile 1848).
**> C PISACANE, Guerra imbattuta cit., p. 339.
f?J Si veda su questo punto rutile ricostruzione effettuata da L. LA PUMA, op. cit., pp. 139-142. Si veda anche A. ROMANO, Carlo Pisacane pensatore politico e teorico della guerra, in Rassegna storica napoletana, 1936, rase. 1, p. 54.
**) G. SOREL, Considerazioni sulla violenta, Prefazione di E. Santarelli Bari, 197Q, p. 225. Dì Sorci si vedano anche Gli intellettuali contro gli operai, in // divenire sociale, 31