Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <577>
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RASSEGNE E DISCUSSIONI
RISORGIMENTO E MELODRAMMA: IL CONTESTO VENETO E TREVIGIANO
Può forse stupire che un periodo così intenso di avvenimenti e pas­sioni come il Risorgimento risulti, tutto sommato, piuttosto sterile nel campo letterario ed artistico. Se esiste certamente una cultura del periodo che giovò a formare una coscienza nazionale, con esiti notevoli come la Storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis, non altrettanto può dirsi con sicurezza dell'esistenza di una letteratura, e non perché man­chino testi che esprimano il Risorgimento, ma per la ragione che il loro valore è relativo, come i numerosissimi romanzi storici in cui non v'è traccia della grande lezione di Manzoni, il solo esponente romantico che si sia posto il problema di una lìngua per tutti gli italiani e quello di una letteratura popolare. Nessun poeta del tempo è paragonabile a un Leopardi, e anche il teatro apparve ad un conoscitore come Gogol incapace di supe­rare reterno vecchio Goldoni con le tragedie del Pellico e del Niccolini. Ciò si spiega perché fu il fervore dell'azione politica a impegnare principal­mente le energie degli italiani.
Uno solo grandeggiò, e fu nella musica. L'unico artista del Risorgimento che risolse sul piano della larga comunicativa un'elaborazione originale e autentica, fondendovi l'elemento nativo e la tradizione fu Giuseppe Verdi. Nessuno come lui seppe toccare il polso della realtà italiana, rappresentando quei valori di libertà e di religione civile che infiammarono non solo la generazione del *48, ma anche quella che vide l'unitarismo eavouriano com­piersi sotto i Savoia. Così la Reme des deax mondes l'indomani della rappre­sentazione dei Vespri siciliani a Parigi, il 13 giugno 1855, parlava del rapporto esistente fra il teatro d'opera e le nostre condizioni storiche: [...] Per mezzo delle arri, delle lettere e delle scienze questo bel paese ha sempre protestato contro i miserabili governi che si sono sforzati di privarlo d'ogni vita morale. Perciò le questioni d'arte non sono per gli italiani d'oggi dei semplici problemi di gusto; essi coinvolgono le passioni e gli interessi attuali