Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <589>
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Libri e periodici 589
soggette più degli uomini ai processi di pauperizzazione, perché i salari di quelle che lavoravano erano sempre più bassi di quelli maschili.
Nel Settecento, dopo la guerra di Successione Austriaca, Asti ritornò sotto i Savoia. La monarchia sabauda avviò una politica riformistica che coinvolse anche fl. campo dell'assistenza attuando un piano organico e complesso di riordinamento ge­nerale della pubblica beneficenza. Vennero censite istituzioni assistenziali esistenti, furono date le direttive per estendere a tutto il regno la pratica dell'internamento, venne disposta la fondazione di ospedali generali in ogni comune di rilievo e là dove non fosse stato possibile, sarebbe stata istituita la Congregazione di Carità per evitare il vagabondaggio. La questua era vietata e i benefattori esortati a convogliare la carità verso le sopra ricordate istituzioni: solo queste avevano la facoltà di distribuire i soc­corsi a seconda delle reali necessità e dopo rigorosi accertamenti. Sarebbero stati aiu­tati soprattutto gli inabili e, dove possibile, ricoverati, ma tutti gli altri dovevano es­sere avviati al lavoro; infine, attraverso la rete degli ospizi e congregazioni di carità, era stabilito il principio che gli indigenti sarebbero stati fermati e assistiti nei loro luoghi d'origine o il più vicino possibile.
La riforma di Vittorio Amedeo II fu il primo tentativo avviato nel Regno di Sardegna per avocare allo Stato un settore tradizionalmente gestito dalla Chiesa. I risultati furono poco soddisfacenti e uno dei pochi obiettivi realizzati, anche se sol­tanto parzialmente, fu l'avvio al lavoro dei ricoverati per riconvertire a scopi produt­tivi una moltitudine difficile e gravosa da gestire e in molti casi anche perico­losa.
Le condizioni di Asti peggiorarono sul finire del Settecento quando il Piemon­te venne annesso alla Francia. Il sistema economico fu subordinato a quello d'oltralpe, l'industria serica entrò in crisi, si registrarono aumento dei prezzi, infla­zione, pressione fiscale e scarsità dei generi alimentari. Tutto ciò provocò, oltre alle tragiche conseguenze della guerra, un forte aumento della povertà. Per far fronte al dissesto finanziario il governo napoleonico procedette a una gestione centralizzata àéWc istituzioni caritative istituendo una Commissione Amministrativa nominata dalla Municipalità. Anche il settore sanitario risenti delle tragiche conseguenze del periodo: Asti divenne sede ospedaliera militare, vennero istituiti nuovi ospedali che, creati in ambienti per lo più inadatti alla loro nuova funzione, non assolvevano bene al loro compito. Di conseguenza si registrò un brusco aumento dei decessi
Soltanto verso il 1804 (con l'aprirsi di un periodo di pace) la mortalità ebbe un calo significativo, grazie anche ai provvedimenti adottati dal governo napoleonico, tra i quali si segnalano le campagne di prevenzione sanitaria a cui furono sottoposte le popolazioni, i provvedimenti adottati per migliorare le condizioni igieniche della città, con l'avvio dell'abbattimento delle mura per ottenere una migliore aerazione della città, l'illuminazione notturna delle strade e l'approvazione della legge sui cimi­teri, da predisporre ad almeno 35 miglia dalla città.
Durante la Restaurazione le norme introdotte dal governo francese nel campo sanitario ed assistenziale furono abolite. Le singole istituzioni caritative ritornarono alla loro autonomia. L'economia però proseguiva nella stagnazione di tutti i settori e