Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <590>
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iJbri e periodici
la politica protezionisti impediva la. impresa, ma il problema dei poveri conti­nuava a sussistere in tutta la sua gravità.
Nella seconda parte del saggio Silvana Baldi cerca di far emergere le linee por­tanti del pensiero ottocentesco. La studiosa attraverso accurate ricerche condotte presso I'Arcliivio Storico del Comune, rArchivio di Stato, la Biblioteca Astense ha tatto emergere una serie di storie indixHduali, situazioni, sentimenti, che contribui­scono a ricostruire l'identità degli assistiti. L'attenzione della studiosa si è focalizzata su alcuni problemi e nodi cruciali del secolo: la tutela delle fasce più deboli (le dorme e i bambini), il funzionamento dell'assistenza sanitaria, gli interventi dello Stato.
Lo Stato sabaudo di inizio Ottocento, e poi quello unitario si limitarono ad ac­crescere il proprio potere di controllo sulle opere pie, perno di un sistema della cari­tà ben più diffuso che la Restaurazione aveva consegnato alla chiesa ed ai privati. L'uso della beneficenza era l'unico strumento di intervento dello Stato riguardo allo sfruttamento e alle misere condizioni dei poveri. Il potere ecclesiastico manteneva un controllo totale e si può dire che le opere pie costituivano un sistema complessivo di ammortamento dei bisogni e dei conflitti . Esse servivano a fronteggiare una si­tuazione economica difficile e pesante.
Tra le fasce deboli da assistere, tutelare e tenere sotto controllo figuravano an­cora una volta le donne, soprattutto le traviate . Nacquero pertanto degli istituti femminili che assunsero un modello claustrale e si preoccupavano dell'educazione e dell'istruzione delle giovani pericolanti . Le istituzioni assistenziali rimasero per tut­to il secolo le uniche ad occuparsi dell'istruzione femminile e si limitarono all'inse­gnamento della religione, a poche nozioni di lettura e scrittura, e si opposero a qual­siasi tentativo di innovazione e laicizzazione in materia.
All'epoca grande attenzione veniva dedicata anche ai bambini esposti e alla tu­tela della maternità. Inoltre Silvana Baldi nel saggio mette in evidenza un tema che gli studi sul pauperismo e sulle strutture ospedaliere da tempo hanno affrontato con ricerche molto mirate: il connubio povertà-malattia.
Il legame molto stretto povertà-malattia, che era già affiorato nell'analisi dei se­coli precedenti, rimase sempre costante nel corso del tempo e risulterà piuttosto evidente a fine secolo, quando la medicina sembrava voler diventare la chiave sociale per la soluzione di ogni problema .
Alla fine dell'Ottocento la scena assistenziale venne modificato dalla nascita delle società di mutuo soccorso per il settore operaio e per certi comparti agricoli, che rappresentarono una sorta di versione laica delle istituzioni caritative, tentando di far fronte alle nuove esigenze di un mondo in forte trasformazione.
Si assiste anche alla comparsa tra i finanziatori del circuito assistenziale del pic­colo risparmio attraverso l'istituzione della Cassa di risparmio.
L'analisi delle condizioni del sistema assistenziali si ferma alle soglie del XX se­colo, quando alla nascita di nuove categorie di bisognosi (feriti ed invalidi permanen­ti) con l'avvento della prima guerra mondiale si accompagnano i primi passi di una società che faticosamente inizia a riconoscere i primi diritti a quella popolazione che fino ad allora era in parte vissute di carità e beneficenza .