Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno
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2001
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pagina
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595
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Libri e periodici 595
La documentazione esposta relativa ai vari momenti dell'attività del Bongi dà una visione della situazione generale che si matura negli anni centrali del Risorgimento, andando al di là dell'ambiente locale, che appare aperto alle esigenze nuove, dello Stato unitario. Ciò non significa per Bongi svalutare la ricchezza della storia di Lucca: non si possono ignorare ottocento anni di governo proprio e libero, egli scrive nel 1868 quando si prospetta il pericolo che il Parlamento intenda abolire la provincia lucchese.
Interessante per motivi simili la quatta sezione che illustra la carriera del Bongi, 1 documenti relativi al 1859 testimoniano la volontà degli uomini della Firenze granducale quali Bonaini, Guasti di procedere a ordinare e rivalutare gli archivi delle città toscane dal glorioso passato, come Siena e Lucca. In particolare riguardo a quest'ultima si cerca un uomo perito negli studi storici e fornito di doti speciali così la scelta cade sul Bongi, stimato soprattutto per i suoi lavori scientifici filologici. Ripeto che sono documenti interessanti anche perché testimoniano una continuità a livello culturale tra gli Stati preunitari e l'Italia unita. Poi però i vari decreti emanati da Torino, e successivamente da Roma, relativi alla carriera del Bongi dimostrano non poca incomprensione e diffidenza dei centri direzionali governativi nei confronti della periferia.
A completare il quadro l'ultima sezione della Mostra dedicata alle Opere del Bongi, curata dall'attuale direttore dell'Archivio di Lucca, Giorgio Tori. Anche qui la descrizione che nel catalogo ne viene fatta è particolarmente preziosa, perché illumina il faticoso e complesso lavoro che è alla base dei famosi Inventari. Risulta interessante e non di rado anche nuova la lettura di queste pagine anche a chi per gran parte della propria vita ha consultato questi volumi per la sua attività di ricerca storica. Forse non ci siamo mai veramente resi conto di quanto impegno abbia richiesto produrre un'opera che si avvale di criteri, di metodologia, di impostazione completamente nuovi priva di esempi a cui rifarsi . Le carte esposte documentano l'accoglienza riservata agli Inventari già dalla pubblicazione del primo volume nel 1872, e non solo da parte italiana: a testimonianza dell'immediato successo presso gli studiosi stranieri nel 1873 giungeva a Lucca proveniente da Insbruck lo storico austriaco J. Ficker con lo scopo di consultare quei documenti segnalati dal Bongi, che erano necessari per le sue ricerche.
Nella Mostra sono stati esposte le prime edizioni dei quattro volumi di Inwn-tari redatti dal Bongi e pubblicati dal Giusti nel 1872, 1876, 1880, 1888.
La presentazione e la descrizione che ne fa l'attuale direttore deU'Archivio e-sprimono l'orgoglio dello studioso, archivista e lucchese per questa che è l'opera storiografica lucchese più attuale, longeva e immortale della non disprezzabile produzione lucchese .
È stato dato particolare risalto a quello che è sicuramente l'aspetto più straordinario del lavoro del Bongi, cioè le illustrazioni o cappelli in cui riporta notizie preziose sulla formazione e i contenuti di singoli fondi archivistici. Egli era perfettamente consapevole della validità del suo lavoro, come dimostra in uno scritto del 1870 al d'Ancona: lavoro per coloro che questi tempi chiameranno antichi; lo