Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <597>
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Labri e periodici 597
yano nei centri storici delle città, costruendo barricate e dimostrando che nonostante la povertà dei mezzi era possibile sconfiggere gii eserciti regolari. Ad aiutare questi combattenti improvvisati intervennero spesso le stesse strutture urbane: le vie strette, i portici, le difficoltà di movimento e comunicazione.
Il primo esempio, se non in termini cronologici sicuramente per i risultati otte­nuta è quello parigino descritto da Francis Demier, il quale definisce il 1848 un tornante essenziale della storia parigina, poiché dimostrò come la città in quanto tale rappresentasse in quegli anni un fattore implicito di disordine. La Parigi del 1848 era una città ancora improntata su una struttura urbana medioevale, nonostante la crescita demografica avesse subito un incremento notevole. Già. durante la monar­chia di Luglio si era avvertita la necessità di un mutamento nella struttura urbana al fine di prevenire l'esplosione sociale: tuttavia i provvedimenti presi dal prefetto Rambuteau si erano dimostrati limitati rispetto alle dimensioni del problema. Pro­blemi che si ripresentarono simili alla vigilia del 1848, quando la popolazione parigi­na era in fermento, alimentato anche dai contatti fra i gruppi rivoluzionari e le socie­tà segrete. La vulnerabilità della città al momento dello scontro fu data in primo luogo dai problemi di comunicazione: le truppe regolari non riuscivano a raggiungere m tempi brevi i punti strategici, anche perché i luoghi del potere erano a stretto con­tatto con i quartieri popolari. A tutto ciò si andarono ad aggiungere le barricate, co* struite dai parigini secondo quanto imparato nel 1830. Il 1848 e la vittoria popolare dimostrarono quindi quanto il problema dell'ordine non fosse più unicamente un problema politico, ma si fosse trasformato in un affare di Stato e come tale andasse affrontato mediante leggi che migliorassero le condizioni sociali, attraverso anche una modifica profonda della struttura urbana e lo smembramento di quartieri popo­lari, che portarono alla creazione dei grandi viali di Haussmann.
È Franco Della Peruta ad introdurci invece nella storia del 1848 italiano, de­scrivendo le cinque giornate di Milano, città che già dal 1847 stava assistendo all'or­ganizzarsi del movimento liberale; si andavano costituendo comitati e la situazione politica prendeva sempre più la piega della sollevazione. Sulla scia della rivoluzione a Vienna si arrivò, la mattina del 18 marzo 1848, allo scontro aperto per le strade dove si costruirono le barricate. La littoria sugli austriaci al termine delle cinque giornate va ancora imputata in larga parte alle condizioni urbane della città, il cui centro stori­co era costituito da un groviglio di strade strette, che impedivano i movimenti delle truppe regolari. Rilevante anche il contributo delle donne e del clero, che insieme alle masse popolari combatterono uniti dall'orma] comune desiderio di unità e di in­dipendenza.
Alfonso Scirocco illustra invece i luoghi determinanti per lo sviluppo della rivoluzione napoletana. Qui la rivoluzione venne preparata nei caffè, nei salotti ma soprattutto nelle stamperie clandestine e nelle prigioni. Le redazioni dei giornali arri­varono persino a sostituire i partiti in fase di dibattito politico, mentre i luoghi prin­cipali éi incontro erano le strade e le piazze. A seguito dello scoppio della rivoluzio­ne in Sicilia il re si vede costretto a concedere la costituzione e quindi dalle strade e dalle stamperìe si passò a discutere di politica nei luoghi delle istituzioni. Sarà prò-