Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <599>
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Libri e periodici 599
ci si tese conto della disparirà delle forze; l'unica forma di difesa furono le mura e gli austriaci alla fine ebbero la meglio sulla città, ma il sentimento nazionale rimase vivo, espresso dal Partito Nazionale, ed alla città vennero apportati dei migliora­menti.
Ricca di fonti è la storia della difesa di Vicenza, descritta da Giampietro Berti nei suoi risvolti politici e da Emilio Franzina nel dar voce ai protagonisti. Berti sotto­linea più volte come uno degli elementi principali della lotta vicentina, così come di quella veneta, fu la massiccia partecipazione popolare. Al tempo stesso sottolinea il desiderio di autonomia deDa città, autonomia anche nei confronti della vicina Vene-zk* La classe dirigente vicentina, in maggioranza di ispirazione neoguelfa diede vita ad una rivoluzione politicamente sovvertitrice, ma socialmente moderata. Altro aspetto della lotta in Vicenza, aspetto che accomuna del resto quasi tutte le città ita­liane, fu il carattere prettamente urbano della rivolta, che non riuscì mai a coinvol­gere la campagna. I giovani combattenti, i crociati che combattevano in nome di Pio LX, difesero comunque strenuamente la città. Simbolo della lotta urbana furono ancora una volta quelle barricate di cui Franzina ha trovato testimonianza fra i passi dell'artigiano/scrittore Luigi Zuccato, testimone diretto degli scontri: Tratti adun­que da cecità si manifesta, facemmo in questo luogo un apparecchio tale, da far inor­ridire a pensarlo. Consisteva questo in certi pezzi di tavola di noce, dei quali il mino­re pesava non meno di trenta libbre (p. 218).
È Brescia a concludere il quadro delle città italiane protagoniste del 1848. Una città descritta da Sergio Onger come igienicamente arretrata e dove le malattie ga­stroenteriche si diffondevano facilmente. Tra il 22 e il 23 marzo si costituì il governo provvisorio e subito la città dovette difendersi dai bombardamenti, descritti come una tempesta di fuoco lanciata a caso per le tenebre della notte (p. 238). Una delle cause del martirio a cui fu soggetta la città fu data dalla latitanza della classe dirigente, che lasciò in mano al popolo la difesa di Brescia; per questo motivo alla fine delle giornate di scontro tra Ì morti e i feriti risultavano esservi in maggioranza uomini di estrazione popolare o piccolo borghese.
Il popolo, dunque, la città e le strade dei centri storici furono i veri protagoni­sti di quella stagione di lotte che ebbe come fulcro il 1848 ed è giusto quindi che questo volume sìa dedicato proprio a quelle città e a quegli strati della popolazione che molto spesso rimangono al margine della storia ufficiale.
ELENA MUSI ANI
FIORENZA TARICONE, Ausonio Franchi, democrazia e libero pensiero nei XIX seco/o; Genova, Name editore, 1999, in 8, pp. 228. L. 34.000.
Questo contributo di una storica finora quasi esclusivamente nota per i suoi studi dedicati al femminismo, consegna finalmente alla lettura degli studiosi i'appro-