Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <600>
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600 Libri e periodici
fondita biografia di un personaggio non secondario che con grande rigore morale attraversò ogni fase del nostro Risorgimento.
Il percorso intellettuale di Ausonio Franchi, pseudonimo di Cristoforo Bonavi-no, brillante studioso e fine polemista ordinato sacerdote nel 1843 all'età di 22 anni sfugge a definizioni univoche tanto fu tormentato sino al limite della contradditto­rietà, sebbene occorre sottolineare, sostenuto da onestà intellettuale.
Il triennio 1846-48 impose al giovane e sensibile prete, che ben conosceva le opere del Gioberti, riflessioni profonde ma fu anche il prologo di scelte radicali. L'ascesa al trono di Pio IX provocò l'accendersi nel Bonavino di grandi speranze di una profonda riforma della Chiesa, mentre già dava l'adesione agli ideali del Risor­gimento. Dopo aver subito la frustrazione a causa dagli eventi del '48, nel 1849 fu sospeso a divinis per gli insegnamenti tenuti alle zitelle della scuola di San Bernardo di Genova; abbandonò quindi l'abito talare. Fu questo l'inizio di un lungo periodo nel quale la continua ricerca filosofica lo portò a distaccarsi dal guelfismo giobertia-no, a nutrire spiccate simpatie per il socialismo umanitario, ad abbracciare il raziona­lismo filosofico, a divenire massone, ad essere additato quale maestro del libero pen­siero. In età matura tornò alla Chiesa che gli permise di celebrare di nuovo messa.
Presto il Franchi strinse amicizia con Mauro Macchi, gran cancelliere della massoneria e, nei primi anni '50, diede alle stampe alcuni tra I più importanti saggi tra i quali ricordiamo soltanto: La filosofia delle scuole italiane., Appendice alla filosofia delle scuole italiane e La religione del secolo XIX. Lettere al conte di Montalembert. Fondò inoltre, nel 1853 il periodico La Ragione, foglio prima settimanale, poi quoti­diano di filosofia, religione, politica e società cui presto la congregazione dell'Indice dedicò le proprie attenzioni; tutto ciò senza, almeno in questa prima fase, trascurare l'impegno civile: fu eletto nel 1852 consigliere comunale di Genova.
Il libro di Fiorenza Taricone offre, oltre alla ricostruzione della biografia del complesso personaggio, una meticolosa analisi del lavorìo intellettuale del ligure. Un percorso culturale simile a quello di un altro spretato , Stefano Bissolati, padre del futuro deputato Leonida, che al pari del Franchi fu influenzato dal protosocialismo francese. I due avevano inoltre condiviso la cocente delusione provocata dall'allocu­zione del 29 aprile, ambedue avevano fatto inizialmente proprie le idee giobertiane per poi distaccarsene. Entrambi, a differenza dei modernisti, avevano rifiutato di contribuire ad una riforma della Chiesa dal di dentro rompendo ogni legame, sia pure con sofferenza interiore. L'autrice non manca di sottolineare comunque ì lega­mi e le connessioni tra gli stessi modernisti e l'attivissimo Ausonio Franchi che con la sua rivista, assolse anche ad un'altra importante funzione. Il collegamento, cioè, tra le istanze ernancipazionistc italiane e francesi ospitando più volte ne La Ragione, gli articoli della studiosa J. d'Héricourt libera pensatrice, razionalista autrice dell'im­portante opera La/emme affranchi e. Appare pertanto nella figura del Franchi un rile­vante interesse verso la condizione femminile. Ciò testimonia l'originale sensibilità del ligure, Assai stretti furono i suoi rapporti con quegli ambienti laici, radicali e pro socialisti francesi che già esprimevano le loro convinzioni in materia di eguaglianza