Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <601>
immagine non disponibile

Libri e periodici 601
tra i sessi. Riguardo questo aspetto, nota l'autrice, Ausonio Franchi non ebbe stretti rapporti con le esponenti delTemancipazionismo risorgimentale italiano.
Il denso libro di Fiorenza Tarieone, in buona parte basato su fonti originali, propone anche importanti informazioni sull'attività dèi Franchi come ad esempio i progetti di riforma della massoneria che avrebbe dovuto assolvere a compiti volti alla promozione sociale delle classi più disagiate, l'altissima considerazione della filosofìa, ritenuta disciplina principe, la forte passione pedagogica.
Nel 1879, cominciando a redigere L'ultima Critica, tre volumi scritti durante l'ultima parte della vita, l'ormai non più giovane Franchi confutava se stesso disso­ciandosi completamente dal razionalismo e dal positivismo. Nella ponderosa opera, netta è la condanna del rosminianesimo, profondo il ripensamento nei confronti delle idee giobertiane. Nel 1893, anno nel quale lo studioso ligure tornò a celebrar messa, già Leone XHI aveva dato alle stampe l'enciclica Rerum Novarum, nella quale i cattolici più sensibili alla montante questione sociale potevano trovare risposte ade­guate, alternative all'idea socialista.
U libro è completato da un'appendice grafica e documentaria.
LUCIANO NASTO
BRUNO ZAPPONE, Umberto I Ardore Marina, Age, 1999, in 8, pp. 233. S.p.
Bruno Zappone tenta di ritrarre la complessa figura di Umberto I mettendo in evidenza soprattutto le debolezze e le virtù dell'uomo e del sovrano durante gli anni del suo régno, caratterizzato da periodi di splendore e di ombre.
Pur non confutando la tesi del re buono (aggettivo attribuito ad Umberto per la sua mitezza e la sua filantropia e perché in ogni sventurata circostanza, in ogni calamità, naturale egli era sempre presente e portava alla popolazione conforto, sol­lievo e speranza) l'autore si sofferma sugli aspetti meno noti della personalità di que­sto sovrano.
Umberto I nacque il 14 marzo 1844 da Vittorio Emanuele e da Maria Adelai­de. Il principe trascorse la sua infanzia nel castello di MoncaJieri, accudito dalla non­na Maria Teresa e dalla madre, donna mite ed indulgente.
Nel 1855 il piccolo perse entrambe le figure femminiJi. Fu una grave perdita che lasciò un vuoto affettivo che neppure il padre, dal carattere austero e distratto dagli affari di stato e dalle questioni sentimentali (prima fra tutte quella con Rosa Vercellana conosciuta nel 1847) riuscì a colmare. Successivamente Umberto si legò moltissimo al fratello Amedeo per il quale nutriva una profonda stima. Sin dalla te­nera età il principe ereditario fu avviato alla vita militare e la sua carriera fu rapidis­sima.
Umberto da giovane conduceva una vita mondana partecipando a tutti i balli e le feste e dedicando il suo. tempo sia alle feste di rappresentanza sia ai viaggi in Italia