Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
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2001
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602
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6Q2 Libri e periodici
e all'esisto. In una dì queste occasioni egli conobbe una delle donne che contò mag-gjormente nella sua vita: Eugenia Litta Visconti Arese, chiamata la Bolognini dal suo nome di fanciulla. Era la moglie del duca Litta Visconti Arese, più grande di Umberto di otto anni, salita alla ribalta delle cronache mondane per aver posato quasi nuda per lo scultore Vela. Con lei il principe ereditario intrecciò un rapporto amoroso che non fu interrotto neppure quando si uni in matrimonio con la cugina Margherita.
Allo scoppio della III guerra d'indipendenza il principe ereditario assunse il comando della 16" divisione e si distinse per il suo coraggio e diede prova di quelle splendide virtù che sono il retaggio secolare della sua stirpe . Nella battaglia di Villa-franca egli sfoderò la sua sciabola, con le parole e l'esempio incoraggiò i soldati, che resistettero a replicati assalti con rara fermezza, fecero un macello degli Ulani e li obbligarono con un fuoco ben aggiustato a ritirarsi in disordine. Il coraggio e l'eroismo dimostrato procurarono ad Umberto numerosi lodi e riconoscimenti e sul suo atteggiamento furono scritte numerose note colme di entusiasmo.
Al termine della guerra il padrej Vittorio Emanuele II, iniziò a preoccuparsi di trovare una moglie al proprio figliolo, che era ben lungi da un'idea simile e troppo attratto dalla vita mondana, e, su suggerimento del generale Menabrea pensò alla nipote Margherita (figlia del fratello e di Elisabetta di Sassonia).
Non fu facile per Vittorio Emanuele prendere questa decisione perché, sin dalla morte del fratello, nutrì sempre per la cognata un'attrazione particolare fino a che la stessa, invaghitasi di Nicola Rapallo, un ufficiale della guardia di palazzo reale, fuggi con lui, sollevando un notevole scandalo. Il re, indignato, fu costretto ad allontanare la cognata da corte per un lungo periodo e solo in. seguito, dietro i consigli di Cavour, fu reinserita nella vita di corte e al marito fu assegnato il titolo di duca.
Quando Vittorio Emanuele si recò a Genova per conoscere la nipote restò colpito dalla dolcezza e dai modi garbati della fanciulla. L'autore della monografia indugia su alcuni particolari scabrosi raccontando che Vittorio Emanuele visse con la nuora-nipote un amore sconvolgente ed imbarazzante e che da questa tresca, quattro anni dopo il matrimonio di Margherita con Umberto, nacque una bambina che il principe ereditario (che fu sempre a conoscenza del duplice tradimento della moglie e del padre) rifiutò di riconoscere come figlia. La piccola, chiamata Francesca, fu affidata alla famiglia Barrerà con l'impegno di mantenere uno strettissimo riserbo dietro lauti compensi.
II matrimonio tra il principe ereditario e Margherita fu comunque celebrato il 22 aprile 1866 all'insegna del lusso e dello sfarzo e i festeggiamenti durarono una settimana. I rapporti tra i due sposi furono sempre freddi (si parlò addirittura di nozze in bianco) e, soltanto per motivi di rappresentanza, essi apparivano uniti e sorridenti. La loro unione, nata da motivi prettamente dinastici, non era neppure rafforzata da un'affinità spirituale. Margherita ed Umberto erano diversi sia dal punto di vita culturale sia nel modo dì concepire la vita.
Mentre Margherita amava circondarsi di persone colte e incontrare le massime espressioni della vita culturale (come il Carducci), Umberto era troppo affascinato e