Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <607>
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Libri e periodici
Ma l'altro aspetto che a Labanca preme sottolineare quando passa all'esame delle sessanta lunghissime lettere che il tenente Messerotti Benvenuti tra il luglio 1900 e l'agosto 1901 invia a casa alla madre (come faceva anche il tenente colonnello Tommaso Salsa, comandante del battaglione di fanteria inviato in Cina), è il contri­buto che in genere la fonte epistolare e memorialistica può offrire ad una lettura sto­rica non solo contemporanea agli eventi, ma proprio perché soggettiva tanto più utile a comprendere, attraverso le diverse interpretazioni, gli eventi nel loro concreto farsi.
Lo storico, che ha già offerto contributi in questo senso negli ultimi anni, pub­blicando carteggi e memorie inedite soprattutto di protagonisti militari della nostra storia (Antonio Gandolfi, Stanislao Mocenni, Oteste Baratieri), sottolinea come que­sta nuova scoperta presenti innanzi tutto il vantaggio di disporre di una voce in presa diretta del primissimo corpo di spedizione [italiano] giunto in Cina, voce oltretutto di un ufficiale dell'esercito, mentre sia prima (per le precedenti crociere oceaniche e la iniziale difesa delle Legazioni) che dopo (per la presenza di guarni­gioni a Pechino e Tientsin) risulteranno più numerose le testimonianze della marina.
Oltretutto Messerotti, per il suo grado ed incarico, risultava sufficientemente distaccato dall'elaborazione della condotta di occupazione, ma era comunque abba­stanza coinvolto per offrire giudizi precisi e rivelatori sull'inadeguatezza dell'organiz­zazione del contingente italiano e sulla sua discussa, anche se limitata, partecipazione al saccheggio e alle razzie del dopo assedio.
In gradi e per motivi diversi ribadisce Labanca il periodo 1900-01 fu di notevole importanza tanto per la Cina quanto per l'Italia. (.In particolare dal pun­to di vista di una valutazione dell'imperialismo dell'ultima delle grandi potenze, la vicenda diplomatica e militare della piccola spedizione italiana in Cina assume una rilevanza prospettica maggiore delle sue stesse dimensioni concrete. La minuscola concessione di Tien-tsin, unico risultato concreto della spedizione in Cina, rappre­sentò anzi estremizzandola la posizione secondaria dell'imperialismo italiano nel complesso dell'imperialismo delle grandi potenze coloniali .
E d'altra parte Messerotti (come in altra sede e in altro modo Barzini, giornali­sta al seguito della spedizione) lo aveva capito e lo dice apertamente nelle sue corri­spondenze: Ormai è chiaro che tutta la storia della guerra è stata gonfiata e che gli episodi dei Ministri e dei massacri, quasi di sana pianta sono stati inventati da chi aveva interesse a fare in Cina una grande spedizione. (..,) Ora che tutti sanno che c*è ben poco da vendicare, l'Europa continua ancora a spedire soldati, a confermare che non la vendetta della civiltà offesa, ma il desiderio di conquiste l'attrae nell'estremo oriente. (...) Se non fossimo qui non direi andiamoci, ma giacché ci siamo, giacché ci hanno fatto venire qui ingannando la nostra buona fede, stiamoci e facciamo vedere a chi ci ha portato qui, che qualche cosa più che la semplice fun­zione di cuscinetto, sappiamo farla anche noi .
LUDOVICA DE COURTEN