Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia della musica. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <609>
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Libri e periodici
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ricostruire la storia di Terra di Lavoro in età moderna e contemporanea e quella del movimento operaio nel Mezzogiorno.
LAURO ROSSI
GAETANO SALVEMINI, Il ministro della mala vita. Notizie e documenti sulle eiezioni gio-lìttiane nell'Italia meridionale, a cura di SERGIO BUCCHI, Con una Nota di GAE­TANO ARFÉ; Torino, Bollati Borlinghieri, 2000, in 8, pp. V-200. L. 38.000.
Rispetto al volume dell'edizione Feltrinelli delle Opere, curato da Elio Apih, in cui erano ripubblicati soltanto gli scritti di Salvemini , l'edizione in esame, arric­chita da un'ampia e documentata introduzione di Sergio Bucchi, è la prima a pre­sentare insieme tutti i materiali pubblicati dallo storico pugliese nelle due edizioni del libro (1910 e 1919), le quali comprendevano anche scritti e discorsi non apparte­nenti all'intellettuale pugliese.
In dettaglio, nel volume curato da Bucchi, sono compresi: i capitoli 2, Come sono state fatte le eledoni in Sicilia, e 3, Un altro manipolo di eledoni giofittiane, tratti rispettivamente dai discorsi di Giuseppe De Felice Giuffrida e Napoleone Colajan-ni (pp. 44-78 e pp. 80-94), che non sono stati pubblicati da Feltrinelli, ma che erano presenti nella prima edizione dello scritto salveminiano (1910). Nel volume in esame sono, inoltre, pubblicati gli scritti che Salvemini inserì nella seconda edizione del libro, vale a dire: i capitoli 2, Ricordi di una domenica di passione, 3, ha Federazione degli insegnanti medi e le candidature Salvemini, e 4, L'impresa della malavita a Bitonto, di cui sono autori, rispettivamente Ugo Ojetti, gli inviati della Federazione degli in­segnanti e il giornalista del Secolo Luigi Lucatelli (pp. 139-151; pp. 152-182 e pp. 183-191).
La lettura del volume di Salvemini suscita sempre un vivo senso di amarezza per come, nel periodo giolittiano, era organizzata dal governo e dagli apparati dello Stato, la lotta politico-elettorale in alcune zone del sud Italia. Salvemini, come è noto, si riferisce alle consultazioni politiche del 1904 e, soprattutto, del 1909 e del 1913.
Si rimane colpiti dai metodi violenti ed arroganti, e dalla faziosità con i quali governo, prefetto e pubblica sicurezza, con l'ausilio di energumeni armati visi­bilmente di randelli e di verghe di ferro (i tristemente noti mazzieri ), assicurava­no la vittoria al candidato favorito. Vi era, in sostanza, un'organizzazione che lascia­va davvero poco spazio ad una contrapposizione di programmi, ma che si basava su violenze e soprusi a danno degli avversari, spesso inermi. Il materiale non pubblicato nell'edizione Feltrinelli delle Opere e riedito, invece, nel volume in esame rafforza tali impressioni.
Un caso tipico, esposto con dovizia di particolari, è reiezione politica di Gioia del Colle che vide protagonista Vito De BelHs, il quale, secondo Salvemini, rappre­sentava efficacemente il giolittismo .