Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <18>
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III. Disciplinarnento sodale
Il fatto che l'appaiato repressivo fu intensificato nello Stato napoleoni­co ci dice però ancora poco sul processo di disciplinarnento della società, a meno che eoa tale espressione non si intenda indicare solamente un proces­so di accentramento del potete (yermachtungsproefi), nel senso di Gerhard Oestreich, ma anche una trasformazione déH'habitus psicologico delle popo­lazioni come descritto da Norbert Elias ,Si possono trovare tracce di quelladdomesticamento della popolazione descritto da Pierre Chaunu nella sua tesi relativa al passaggio de la violence au :flM?) Si giunse veramente a un diminuzione della violenza fisjp, a una scomparsa della criminalità efferata e un incremento invece dei reati contro la proprietà? Il processo di disciplinarnento sociale portò anche a quella maggiore regolamentazione degli affetti e a quella soppressione delle emozioni che caratterizza per Norbert Elias il processo di civilizzazione dell'Occidente?
A livello della giustizia penale non sembra possibile constatare una tra­sformazione dei reati de la violence au voi. Tuttavia ciò che si delinea come
tendenza dall'inizio del XVIII secolo fino all'inizio del XIX è chiaramente un continuo aumento dei reati contro la proprietà perseguiti dalla giustizia. Un dato in cui però si riflette soprattutto la maggiore capacità d'intervento della giustizia e della polizia senza che vi corrisponda necessariamente un aumento dei delitti.
Per esprimere una valutazione sulla quantità di delitti contro la pro­prietà commessi nei territori posti sotto il dominio napoleonico si deve far riferimento anche alle fonti di polizia. Infatti la documentazione della giustizia criminale contiene solo gli atti relativi a gravi delitti contro la proprietà e non a delitti molto più diffusi, come il furto semplice , punito con il carcere correzionale. Solo gli archivi di polizia forniscono dunque un quadro più preciso dei crimini contro la proprietà, che però risulta essere non particolarmente drammatico. A Torino per esempio, con i suoi 70 mila abitanti, nel 1812 furono denunciati alla polizia circa quattro furti al mese,
1B) Un'ampia analisi dello stato dell'aite storiografico riguardante queste tematiche si trova io X. ROUSSEAU X, Dalle città medievali agli stati nazionali: rassegna sulla storia della criminalità e della giustizia penale in Europa (1350-1850), in Criminalità, Giustina penale e ordine pubblico nell'Europa moderna, a cura di L. CAIANI, Milano, 1997, pp. 11-53, in par-ricokre pp. 37 segg., nonché nello studio di H.R. ScuMIDT, Paqifiìyerung des Dorfes -Struktur und Wandel fon Nacbbarschajtskonflikten vor Bemer WengericMen 1570-1800, in Kircbeniicbt und So*ialdìsìplìnierung im jrìibneusitlieben Europa, a cura di H. SCHILLING, Berlin, 1994, pp. 91-128, in particolare pp. 101 e segg., e in quello-di B. GARNOT, Une illusion bistonographìaue: justice et criminali tè au XWìf ÌiM4 m'Mtt hhtorique, 1989, 281, pp. 361-379.