Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
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2001
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L/r/ Klinkhammer
secondo la polizia, necessariamente portato a diventare: un ladro o un imbroglione.27)
Anche il gioco d'azzardo fu inserito nella categoria dei crimini contro la società. Il gioco d'azzardo era stato proibito >coiì li legge del 1791 che prevedeva addirittura la condanna al carcere. Nella civilizzazione dei giocatori d'azzardo emerse il problema che la polizia aveva con le norme dello Stato di diritto che ostacolavano di fatto il suo intervento. Vediamo un caso significativo. Nel 1804 il cittadino torinese Bellone era statò sorpreso dagli agenti del capo della polizia Charron mentre giocava d'azzardo.28) Va ricordato che i giochi d'azzardo, anche se vietati, godevano all'epoca a Torino di grande popolarità. Pene pesanti erano previste per chi gestiva locali aperti al pubblico m cui fosse permesso il gioco. Ma la proibizione del gioco d'azzardo (secondo l'articolo 37 della legge sulla Polke municipale) riguardava anche i luoghi non aperti al pubblico. H Tribunal corretfionnel di Torino, che avrebbe dovuto infliggere al reo Bellone una condanna al carcere, si rifiutò, invece, di emanare tale sentenza,, in quanto la legge stabiliva che le abitazioni private in cui si praticava il gioco d'azzardo potessero essere perquisite solo a seguito della denuncia formale da parte di almeno due cittadini. Visto che nel caso in questione la polizia non era in possesso di una tale documentazione, il giudice si era orientato a liberare il giocatore d'azzardo senza infliggergli alcuna pena. Il capo della polizia Charron protestò contro questa interpretazione della legge operata dal giudice e contro l'ostacolo frapposto al suo lavoro: infatti, non potendo egli esibire la denuncia formale richiesta, la decisione del giudice equivaleva a un freno posto alla sua azione repressiva. In tali condizioni, secondo Charron, la legge per la soppressione del gioco d'azzardo risultava inapplicabile. Il risultato conseguito con la più delicata e difficile operazione di polizia era stato vanificato.
In questo caso la scelta del giudice di conformarsi alle norme dello stato df diritto ebbe la meglio contro l'interventismo sociale della polizia. Ma il principio dell'inviolabilità delle abitazioni ostacolava la polizia solo per quanto riguardava le azioni compiute nell'ambito di spazi privati, non per quanto concerneva gli spazi pubblici. Perciò la polizia poteva arrestare senza problemi quanti giocavano per soldi sulla strada, sulle piazze, nei fossi, davanti alle botteghe e ai negozi, colpendo così gli strati sub-borghesi della
*9 Ibidem.
2> AST, Corte, Epoca fmmese, Serie prima, b. 46> n. 6673, 207. Rapporti Charron ni generale Mcnom, .3. venr. XII (23 febbràio 1804).