Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
anno
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2001
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pagina
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27
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NOBILTÀ E NAZIONE NEL RISORGIMENTO: IL CASO TOSCANO*
I. Introdu?(tone
La rivoluzione toscana del 1859, attraverso la quale il Granducato di Toscana confluì nel Regno d'Italia, è stata sostenuta in parte considerevole dalla nobiltà liberale.1) Benché la rivoluzione del 27 aprile 1859 fosse iniziata con manifestazioni popolari a Firenze, e benché i democratici avessero, in un primo momento, esercitato una grande influenza sul rivolgimento, un gruppo di patrizi moderati riuscì molto presto ad avere la meglio e a determinare abilmente il corso del Risorgimento toscano.2) Sotto il loro patrocinio fu, dapprima, organizzato il movimento dei volontari per il sostegno della campagna piemontese contro l'Austria, e poi anche rovesciata la dinastia asburgo-lorenese. E furono anche alcuni patrizi fiorentini a governare nei mesi seguenti la Toscana quasi-repubblicana; gli stessi, dopo la pace di Villafranca del luglio 1859, mirarono con tenacia a far morire lo Stato regionale toscano, per unirlo a una monarchia italiana. Tale obbiettivo venne infine raggiunto con il plebiscito toscano del 1861, reso possibile dalla svolta della politica italiana di Napoleone IH, che riconfermò a grande maggioranza la politica nazionale del governo moderato guidato dal barone di ferro Bettino Ricasoli.3)
" Traduzione a cura di Gerhard Kuck.
*> La relazione presenta una parte dei risultati del mio studio per il dottorato di ricerca pubblicato nella collana dell'Istituto Storico Germanico di Roma: T. KROLL, Die Kevolte des Patrtwats. Der toskanische Adelsllberalismus ini Risorgi/mirto y Bibliothek des Deutschen Historischcn InStituts, voi. 90, TSbingen, 1999. A questo volume rinvio per tutti i riferimenti documentari e bibliografici.
2) Vedi R. DELLA TORRE, La evoluzione del sentimento nazionale in Tornami dal 27 aprile 1859 al 15 marzo 1860, Milano, 1915.
9 N. DANELON VASOLl, Il plebiscito in Toscana nel 1860, Firenze, 1968.