Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
anno
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2001
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pagina
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Thomas Kroll
La biografia politica di Ricasoli, considerato uno dei padri dell'unita d'Italia, e quelle degli altri nobili moderati della Toscana divennero ben presto, dopo la formazione dello Stato unitario italiano, l'oggetto preferito di una storiografìa nazionale.4) I nobili moderati furono presentati come eroi del Risorgimento , che si erano affermati virilmente nella lotta contro il dorninio oppressivo dell'Austria. Quest'agiografia risorgimentale del secolo XIX, che tanto ha contribuito alla costruzione della coscienza nazionale italiana, impedì per lungo tempo di riconoscere che il moderatismo toscano non era appoggiato solo da tali figure di nobili d'eccezione.5) Il movimento risorgimentale, infatti, potè contare sul sostegno di vasti settori della nobiltà toscana. 1 contemporanei della rivoluzione del 1859 ne erano ancora ben coscienti. Uno degli antesignani del moderatismo toscano, Leopoldo Galeotti, sottolineò alla fine del 1859 che l'opera del risorgimento nazionale della Toscana non sarebbe stata possibile senza la vasta cooperazione della nobiltà.6) E, infatti,, ben più della metà dei deputati Assemblea dei Rappresentanti, riunitasi nell'estate del 1859 a Firenze per sanzionare la caduta della dinastia asburgo-lorenese, apparteneva alla nobiltà moderata. Un'analoga constatazione è possibile già per i Consìgli generali del 1848-49, dove circa il 40 dei deputati apparteneva alla nobiltà. Esaminando il solo gruppo dei deputati moderati, emerge che nel 1859, come già nel 1848-49, più di due terzi di questi uomini provenivano da famiglie nòbili. Si trattava soprattutto di famiglie patrizie autorevoli di Firenze, Siena, Pisa, Pistoia e Arezzo, ma anche di famiglie facoltose provenienti dalle città nobili toscane meno importanti come Prato, Sanminiato, Fivizzano, Pietrasanta o Colle Val d'Elsa. Le sole complessivamente 150 famiglie nobili che mandarono, tra il 1848 e 1860, un deputato moderato in uno dei parlamenti toscani, rappresentavano circa un quinto di tutte le famiglie nobili del Granducato. Una presenza così massiccia della nobiltà fa considerare il sostegno a moderatismo come una strategia politica intenzionalmente seguita dalle famiglie nobili. Sulla base degli studi di Marco Meriggi e Christof Dipper, il movimento politico del patriziato toscano può essere caratterizzato quale
Vedi ad esempio A. GOTTI, Vita dei Barone Bettino Ricusali, Firenze, 1.894; M TABARRINI, Gino Capponi. I suoi tempi,! tuoi stadi, i t'g/>i amici, Firenze, 1879.
5) per il contesto europeo del moderatismo liberale italiano F. CAMMARANO, // declino del moderatismo ottocentesco, Approccio idea/tipi et,> e comparazione storica, in Las jamilks politiqttes en Europe occidentale an XlXe siede, Roma* 1997, pp* 205-217.
*) L GALEOTTI, L'Assemblea Toscana, Firenze, 189, p. 34.