Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
anno
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2001
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pagina
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30
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30 Thomas Kroll
formazione e di carriera,; tìpiche per i nobili moderati del Granducato sulla situazione patrimoniale e sugli stili di vita, sull'impegno in associazioni, sugli uffici assunti presso la corte o sui legami matrimoniali, e infine sui rapporti clientelari e parentali delle famiglie patrizie liberali, importantissimi anche per l'azione politica. Accanto a quest'approccio prosopografìco di tipo quantitativo, la ricerca si basa anche sull'analisi di categorie documentarie piuttosto tradizionali, cioè lettere, memorie, diari W: -stampa. Di grande importanza sono stati pure le carte, raccolte in alcuni archivi di istituzioni statali (ministeri centrali e municipi), e in circa 50 archivi gentilizi e carteggi di liberali italiani.10) Essi documentano non soltanto le attività dei patrizi toscani nell'arena politica o nell'amministrazione, ma introducono allo sfera non-pubblica, familiare, del liberalismo nobiliare. I documenti menzionati servivano, inoltre, per chiarire alcune questioni di storia politica nel senso più stretto. Con il loro aiuto sono stati analizzati il rapporto tra nobiltà e amministrazione dello Stato, le idee patrizie sull'ordinamento politico (soprattutto sul ruolo della nobiltà nella società moderna, suU'amministrazione statale, sulla costituzione politica e sulla nazione), i programmi politici del moderatismo e, infine, l'attività politica concreta dei patrizi moderati negli avvenimenti del Risorgimento toscano.
III. Le fore propulsive del liberalismo nobiliare toscano
Spesso la partecipazione dei nobili italiani al movimento moderato e nazionale è stata ricondotta dagli storici, che vedono nel Risorgimento una rivoluzione borghese, al diffondersi del capitalismo agrario e dei rapporti sociali commercializzati, legati ad esso. Di conseguenza si ritiene che la nobiltà si sia adeguata gradualmente, nel corso del Risorgimento, ai modi di produzione borghése-capitalistici e ai corrispondenti modelli di azione politica. Cioè, l'orientamento liberale della nobiltà sarebbe il risultato di un processo di imborghesimento e da considerare, quindi, come segno dell'inevitabile discesa sociale della nobiltà.,n Recenti studi di storia economica,
genealogiche di Passerini e di Sebregondi, almanacchi, biografie, necrologi e dizionari biografici.
'<*) Tra questi si menzionano ad esempio gU archivi di famiglie liberali del patriziato fiorentino come i Corsini, Torrigiani, Ridolfi, Guicciardini o Ginori Lisci.
Ji> Per il contesto toscano vedi R. P. COPPINI, Uaristocra}a fondiario finanziaria mila Toscana dell'Ottocento. Note per una ricerca in Bollettino storico pisano, a. 52 (1983), pp. 43-90; tt)v, ArbtocrasQa e finanza in Toscana del XIX secolo, in Les noblesses europiennes au XIXe siede, Roma, 1988, pp. 297-332; lo., Il Granducato di Toscana, Torino, 1993?