Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
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2001
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Thomas Kroll
della Deputatone sopra la nobiltà e cittadinanza e delle carte degli ordini Cavallereschi di S. Giuseppe e di S. Stefano, e ciò in una quantità tale da far quasi raddoppiare il numero delle famiglie nobiliari fino alla metà degli anni Cinquanta dell'Ottocento. Di conseguenza la nobiltà rischiava di perdere non solo l'influenza politica, ma addirittura tutto il suo prestigio sociale, come dimostra l'aspra polemica, tipica per l'atteggiamento della nobiltà degli anni Quaranta, condotta dal patrizio fiorentino Girolamo Covoni contro lo sciame di cavalieri impiegatucci regi, letteratucci pedanti, mediconzoli, birri smessi [...] / La centralizzazione della burocrazia, nella monarchia ammini-strati va del secolo XIX, costituì una considerevole perdita di potere e contemporaneamente una sfida politica per il patriziato che invece pretendeva, ancora nell'epoca del Risorgimento, di essere la vera classe di governo dello Stato toscano e delle sue città.
IV. I progetti politici della nobiltà liberale toscana: riforma antiburocrafica, costituitone e autogoverno locale
La nobiltà del Granducato di Toscana non si rassegnò a tali sviluppi. Già negli anni Venti e Trenta dell'Ottocento molti patrizi si aprivano alle idee costituzionali liberali, spesso ricorrendo alle tradizioni del pensiero politico regionale come l'umanesimo civile del Rinascimento oppure il pensiero leopoldino settecentesco.25) Negli anni Quaranta dell'Ottocento il numero dei patrizi liberali aumentò in modo tale che il gruppo guida del liberalismo nobiliare riuscì a manovrare largamente la formazione e la direzione politica del moderatismo toscano. Anche nella rivoluzione del 1848-49, e infine negli anni Cinquanta, i nobili riuscirono a dominare il movimento moderato della Toscana, e ad imprimergli il carattere di un liberalismo altamente elitario. Le rivendicazioni concrete dei patrizi moderati si basavano sull'utopia di una repubblica senza Stato centrale, non di rado fondata sulla mistificazione romantica dell'età comunale,26) che avrebbe iridato alla nobiltà un ruolo politico fondamentale. Il liberalismo dei patrizi mirava a riconquistare alla nobiltà quella posizione di classe dirigente politi-
M M, Covoni Giratami. Ricordi e memori* dì un personaggio fiorentino, a cura di L. GTNORI USCI, Firenze, 1981, p, 83,
25) T. KROLL, Gino Capponi nel IH30. Progresso civile m antoanministraom locale* in Storia e progresso eir.s pp. 243-262, in particolare pp. 255-261.
2<i) Vedi, ad esempio* .nella BIBLIOTECA LABRONICA DI LIVORNO, Carte Ricci, f. 11, Giuliano Ricci a Massimo d'Azeglio, 29 ottobre 1847.