Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
anno
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2001
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pagina
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39
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Nobiltà e nasone 'W
tute ammkiistrative centralizzate del Piemonte.38) Dopo la sconfitta di Carlo Alberto pere- >sjLesttinsero i marini per i moderati toscani di realizzare i propri piani. 11 loro tentativo di conciliare la prevalenza regionale della nobiltà toscana con le spinte del movimento nazionale, fallì definitivamente quando, dopo una profonda crisi politica interna provocata dall'insurrezione di Livorno, il ministero moderato, guidato da Capponi, fu sostituito nell'autunno del 1848 dal ministero democratico di Montanelli e Guerrazzi.39) Il governo dei democratici, che rivendicava una politica nazionale coerente, trovò nella popolazione urbana molto più sostegno di quanto i moderati pensassero. Anche quando il granduca prese la strada dell'esilio e la Toscana divenne di fatto una Repubblica, i moderati non riuscirono a spezzare il dominio dei democratici. Solo quando nel 1849 fallì, con la sconfìtta piemontese nella seconda guerra d'indipendenza, la politica nazionale dei democratici, i moderati toscani ritrovarono la loro capacità d'azione. Nell'aprile del 1849 essi riuscirono a rovesciare il governo democratico. Il gruppo patrizio, alla guida del moderatismo, richiamò prontamente il Granduca Leopoldo, perché questi aveva promesso la restaurazione dell'ordinamento costituzionale del 1848. Contro le speranze dei moderati però, Leopoldo II ritornò con un esercito d'occupazione austriaco. Altrettanto deludente fu per i moderati il fatto che il principe, contravvenendo le promesse, non ripristinasse subito la costituzione. Ciononostante i patrizi moderati approvarono la restaurazione del 1849, perché le persecuzioni politiche erano dirette, in un primo momento, solo contro i democratici e i repubblicani: Questa canaglia dei repubblicani rossi hanno talmente cambiato la taccia delle cose che l'interesse privato ci spinge a riconoscere utile un intervento che dopo tutto quello che è stato fatto, scritto e detto per Paddietro, è per noi vergognissimo .'1()) I nobili, infatti, erano ben contenti della repressione del movimento democratico, in quanto speravano di poter
3 Vedi ad esempio la lettera di Gino Capponi a Niccolò Tommaseo, Firenze, 25 giugno 1848, in Carteggio inedito di Niccolò'Tommaseo e Gino Capponi, Bologna, 1911, voi. II, p. 705: E nemmeno deve, né potrebbe, una provincia darsi ad un'altra provincia, senza di che farebbe a me come .a voi paura Piemonte, che vale meno di tutu noi (dico uomo per uomo); basta leggere gli atri delle assemblee.
W Per il movimento democratico rinvio a G. LUSERONI, Giuseppe Montanelli e il RJ~
sorgìmento. La formazione e l'impegno civile e politico prima del '48, Milano, 1996; ÌD.,-Appunti
per una fioriti dal movimento democratico in Toscana, in Rassegna Stoma Toscana, a. 25 (1979),
pp, 113-156; Francesco Domenico Guerra/' nella storia politica e culturale del risorgimento,
Firenze, 1975.
*) AaeWJVio GlNORl LISCI, b. XIII, f, 5, 2, Lorenzo Gìnori Lisci a Benedetto Ginori Usci, Doccia, 5 giugno 1849.