Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
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2001
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Thomas Kroll
trasformare il moderatismo in un autoritario partito costituzionale di governo* come evidenziano le trattative segrete tra il marchese Neri Cotstetad il ministro di Stato Giovanni Baldasseroni.41) Quando il Granduca però, nel 1851, abolì del tutto la costituzione, quando anche i patrizi moderati non vennero più risparmiati dalle persecuzioni della polizia segreta, quando nel 1853 Leopoldo inasprì la centralizzazione dell>amministrazione statale in misura mai prima conosciuta, allora i moderati ripresero la loro resistenza al regime asburgo-lorenese e alla burocrazia accentrata.
Un'occasione per attuare cambiamenti radicali si offrì ai patrizi solo verso la fine del 1858, con la guerra austro-piemontese che si delineava all'orizzonte.42) I patrizi continuavano apparentemente a vedere in una federazione italiana, con una Toscana autonoma e costituzionale, l'unica soluzione adeguata della questione nazionale.43) Nei mesi seguenti essi esortarono ripetutamente il Granduca a sostenere la guerra contro l'Austria, ad applicare le riforme amministrative richieste dai moderati, a restaurare il sistema costituzionale del 1848.44) E per non cedere nuovamente la guida politica ai democratici (come già nell'autunno del 1848), i patrizi parteciparono anche all'organizzazione delle unità volontarie. Nonostante la pressione dei moderati, il Granduca non era disposto a fare concessioni neanche quando la guerra del 1859 fu imminente. Quando, infine, nella Toscana si mobilitò il movimento nazionale di nuovo sotto la guida dei democratici e una manifestazione popolare costrinse il Granduca, il 27 aprile, alla fuga da Firenze, lì patrizi moderati decisero benché molto riluttanti di sostenere il movimento nazionale, augurandosi in tal modo di poterlo guidare. Il carattere strumentale di tale decisione si rivela nel commento dell'avvocato Marco Tabarrini, un liberale nobilitato e cliente del marchese Capponi: Questa è la vera rivoluzione a parer mio. L?aris.tocràzia sii è messa nel movimento e finisce di dare il carattere al moto toscano del 1859, e lo fa sostanzialmente diverso da quello del 1848. Non sono le paure presenti, j che hanno condotto i Signori per questa via, ma le paure dell'avvenire. Prevedendo il trionfo della causa nazionale, essi non han voluto porsi al
*I5 ARCHIVIO RIDOI.FI, Carte politiche di Cosimo Kido/JJ, f. 8, Neri Corsini a Cosimo Ridotti, Dalle Mozzete, 15 luglio 1849; ASF, Carte Tabarrini, b. XXX, Sj Neri Corsini a Marco Tabarrini, Dalle Mozzete, 9 agosto 1849.
42> A. SALVESTRINI, / moderati toscani e ia classe dirigente italiana (1859-1876), Firenze, 1965.
**3) Vedi per esempio L. G. DE CAMBRAY DIGNY, Considerazioni politiche seritte nel dicembre 1858, in BNCF, Carte Cambry Digny, app. XX, 13.
*> N. CORSINI, Aitualit.;jm1 1859, p. 16.