Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
anno
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2001
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pagina
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41
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va e
bando del paese. Fanno e faranno cose contro lo stomaco piuttosto che esporsi ad esser fatti segno delle ire popolari .45>
Ai patrizi moderati il conto tornava senz'altro. Riuscirono prestissimo a contenere l'influenza dei democratici, e ad assumere essi ifólssi, nel nome della nazione, il governo provvisorio. Nella prospettiva che la Toscana entrasse a far parte di una federazione nazionale di Stati, o al massimo di uno Stato federale, conservando vasti diritti d'autonomia, il capo di governo Ricasoli effettuò una riforma delle amministrazioni locali. Quando* i patrizi, inoltre, riuscirono a controllare sia l'apparato amministrativo centrale che i funzionari, apparvero realizzati quasi tutti gli obbiettivi antiburocratici del liberalismo nobiliare. I patrizi accettarono quindi uno stato unitario , sotto la dinastia piemontese, solo nel momento in cui stavamo cambiando i rapporti di forza della politica internazionale e incombeva, dopo la pace di Villafranca, il ritorno della dinastia asburgo-lorenese.4<9> Secondo i patrizi, la restaurazione di quest'ultima avrebbe provocato disordini, o portato a una nuova rivoluzione nazionale la quale avrebbe privato la nobiltà di nuovot del suo ruolo di guida politica. E appunto per conservarlo, i nobili si ponevano alla guida del movimento nazionale toscano, affrettando, dal luglio del 1859, la formazione di uno Stato nazionale italiano sotto il Piemonte, I patrizi moderati si ritrovarono nello Stato nazionale contro le proprie convinzioni, e per il semplice motivo della conservazione del potere. Dal loro punto di vista la nascita dello Stato nazionale del 1861 fu un effetto collaterale, non previsto, della loro resistenza al moderno stato amministrativo del primo Ottocento.
VI. Conclusione
Con questa interpretazione del Risorgimento toscano iion voglio affermare che la formazione dello Stato nazionale italiano del 1861 sarebbe stata possibile anche senza la popolarità dell'idea nazionale, o senza là passione politica degli intellettuali naOtìal-paM.0ttid, È fuor di dubbio che lo Stato nazionale italiano non può essere concepito come uno Stato
M. TABARRINJ, Diario 1859-1860, a cura di A. PANELLA, Firenze, 1.959, p. 76.
9 MUSEO CENTRAtK DEL RISORGJMBMJQ, Roma, b. 810, f. 36, foglio 1, lettera Luigj. Gv De Oarnbray Digny a Giuseppe Massari* 5. Pleifo a Sieve, 6 agosto 1,859.
"> A.M. ANTf, La nazione del "Risorgimento. Parentela, santità e onore alte orìgini dell'Italia unita, Torino, 2000, pp. 30 e segg.