Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Garibaldini. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <49>
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II discorso pubblico sulle Costituzioni del 1848 49
Vasta è anche la scelta delle poesie dialettali. Esse non furono soltanto espressione di un orgoglioso campanilismo, ma costituiscono anche il ten­tativo di estendere l'entusiasmo ai ceti bassi. Questo obiettivo tfopecè raggiunto in altro modo, più esattamente da un altro tipo di artista. Dopo la promessa sovrana di concedere una costituzione, apparve a Napoli una figura piuttosto pittoresca: Michele Viscuso.26) Don Michele, come veniva chiamato l'impiegato subalterno, divenne famoso per le sue prediche ai lazzaroni intorno ai mutamenti politici in atto. S'impegnò soprattutto a spiegare agli analfabeti che cosa fosse la costituzione. Ascoltiamolo:
Ecco qua. Voi altri sapete giocare al tuocco, quindi potete capire benissimo. In questo gioco v'è uno che nomina le cariche fra i giocatori, chi caccia. Costui scelgie due compagni, e dice al primo: Tu sei ilpadrone, al secondo: Tu sei // sotto. Precisamente così nella Costituzione. Le persone son ie: il padrone è il Re, // sotto è L Parlamento, e chi caccia, è il popolo. [...] Voi sapete che questo gioco si fa per vedere a chi toccherà di tracannare il vino precedentemente apparecchiato. Come nel tocco, // padrone (il Re) deve proporre chi ha da bere il vino, e // sotto (il Parlamento) deve decidere. Quindi se nella Costituzione propone che beva,., lo straniero, il Parlamento fa giustizia, e decide che beva colui che ha eletto le .cariche (chi ha cacciato), cioè voi: il popolo .27>
Se però la riparazione del vino merita in generale un certo interesse, è se gli ascoltatori avranno accolto con soddisfazione le novità', riesce difficile immaginarsi che queste spiegazioni abbiano avuto un qualsiasi effetto educativo, cioè che le masse popolari abbiano capito cos'è una costituzione oppure come funziona un sistema parlamentare. Esistono altri aneddoti sulla ars retorica di Don Michele; in nessuno di essi però pare raggiunto lo scopo. Tuttavia, la sua fama e popolarità venivano sempre attribuite alle sue attività di educatore del popolo. Si stampavano i suoi ritratti, i giornali pubblicavano dei profili biografici e applaudivano ad ogni suo apparire in pubblico, circolavano dei fogli volanti che inneggiavano all' amico del po­polo . E non rimase un fenomeno locale della capitale, si diffuse in tutto il
>) A. LAURIA, Vecchie memorie napoletane. Michele VÌSCHIO,'"m Nuova Antologia (tSr sete, i 895), pp. 288-321. L'articolo base sulla testimonianze di vari contemporanei del Viscuso. Più recente è P. PrRONTi, Don Michele VÌSCHIO (1807-1885). Aneddoti e curiosità, Napoli, 1977.
27) A. LAURI A, Vecchk memorie napoletane dì., pp. 292 e segg. Si trovano diverse va­riazioni del paragóne, spesso talmente mutilate che non hanno più alcun senso. Vedi ad esempio l'articolo, pubblicato sul giornale toscano L'Alba'Vi 18 febbraio 1848, che elogiava la seguente definizione del sistema parlamentare: Voi sapete troppo bene il giuoco del tocco al vino. Vi- è padrone e sotto; il padrone è il Re, quello che vuole per lui, ne disporne;. se vuol darne ad nitri, deve consigliare il sotto: il sotto è ia nazione.