Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Garibaldini. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <61>
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II discorso pubblico sulle Costituto tu del 1848 61
sorpreso dell'approccio storico del catechismo. Esaminando la storia delle istituzioni costituzionali . toscani, Zobi si concentra sul progetto leopol-dino. Il suo elogio del nuovo Statuto, presentato come la più larga e libera­le delle costituzioni finora concesse in Italia, culmina nella sorprendente osservazione che le parti più sapienti e migliori della legislazione e delle massime governative di Leopoldo I sono astate per esso confermate. Lo stesso richiamo a Pietro Leopoldo era stato esplicitamente suscitato dal proemio dello Statuto, dettato da Gino Capponi.69) La costituzione, model­lata in gran parte su quella francese del 1830, veniva collegata ad una tradizione toscana se non immaginaria, almeno fortemente costruita, e l'idea è stata accolta da quasi tutti i commentatori e autori di catechismi ed altri scritti educativi. L'autore di un opuscolo si riferiva alla costituzione sette­centesca come a quelle imperiali dell'antichità romana e a quelle apostoli­che, per combattere i dubbi sulla dignità e legittimazione di una siffatta legge fondamentale.70) Si invocava la stessa autorità di Pietro Leopoldo ches tra parentesi, nel frattempo era diventato imperatore austriaco, e perciò capo di quella nazione che i toscani dopo la promulgazione dello Statuto si aspettavano veder apparire alla frontiera da un giorno all'altro a sostegno del principio della libertà del commercio, introdotta come elemento veramente singolare nella nuova costituzione.
Chi non si esprimeva in questo modo, sceglieva tutt'un altra legittima­zione. Silvestro Centofanti, professore all'Università di Pisa che era cono­sciuta per il suo movimentato ambiente politico, tenne una lezione il 15 marzo, cioè dopo la rivoluzione parigina:.
Noi ricevemmo le nostre costituzioni [dai monarchi! non come un loro dono, ma come l'adempimento di un loro dovere: le ricevemmo non dall'autorità che abbia in essi originariamente la sede, ma da una autorità anteriore ad ogni loro potere, superiore ad ogni loro prerogativa, [...] della quale essi sono i primi rappre­sentanti. Questa autorità è quel diritto sacro, in nome del quale i popoli furono condizionati a chiedere, e giustamente chiesero le loro franchigie politiche [...] Il potere sovrano non è più confuso con la persona che ne è il simbolo vivo ed è ordinata ad esercitarlo: la nuova e vera base-del principio dinastico è il consenti­mento dei popoli e una legge di conservazione perpetua dell'ordine pubblico.71)
Lo Stato pontificio aveva per la sua natura .specifica un problema tutto diverso da quello degli altri Stati Lo Stato della Chiesa era compatibile con
6?) Le costituzioni italiane cit. p. 634.
7a) La Costituitone toscana spiegata alpopòlo Flrenfce, 1848.
7U S. CENTOFANTI, Sul Risorgimento italiano, Pisa* 1848, p. 12.