Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Garibaldini. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <62>
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Kerstin Pòttgen
un sistema costituzionale? Pio IX considerato ancora in tutta ritalk il promotore cosciente . del movimento riformatore giunto oca al suo fine naturale nominò una commissione di cardinali e prelati a fine di svi­luppare e meglio coordinare le istituzioni già date, e proporre que' sistemi governativi che sono compatibile con l'autorità del Pontefice, e co* bisogni del giorno .72> Tranne Patto istitutivo, il pubblico non ricevette poi altre notizie del lavoro segreto di questa commissione. Noii.,si sapeva nemmeno se la discussione fosse ancora ferma sul problema dell'opportunità di concedere una costituzione, o, se si stesse già elaborandone il testo. Mentre dalle province arrivavano indirizzi alla segreteria di Stato che chiedevano una costituzione senza far altro cenno sulla forma, nei vari giornali ed in alcuni brevi opuscoli furono discussi sempre più apertamente tutti i pro­blemi più importanti.73). E. non fu soltanto un dibattito limitato all'interno del paese, ma arrivarono interventi anche dagli altri Stati italiani, e soprat­tutto dalla vicina Toscana.74) Gli ecclesiastici incaricati dell'opera costituente sicuramente non si ritenevano, come il napoletano Bozzelli, né Soloni né grandi intenditori della materia.. La risoluta blindatura delle loro riunioni era unilaterale; esistono cioè delle prove che i componenti della commissione seguivano le discussioni dell'opinione pubblica. Mi sarà permesso l'accenno a un solo elemento piuttosto strano e notevole del dibattito romano. Per creare una tradizione costituzionale dello Stato della Chiesa, si ricorse addi­rittura al Cinquecèhto e agli Avvocati Concistoriali, per dimostrare che lo Stato romano aveva canonizzato, primo Stato italiano, l'idea di una rappre­sentanza eletta e deputata dai comuni, caratterizzando il consiglio superiore dei Cardinali come Camera Alta di un sistema costituzionale bicamerale.75) Un'idea tanto ingegnosa, per la riverenza alla storia delle istituzioni ecclesia­stiche, quanto assurda in un tempo in cui ci si impegnava proprio per un sistema laico.
Lo Stato della Chiesa non aveva proprie esperienze costituzionali, né tristi né mitiche. I pochi catechismi e discorsi esplicativi, che videro la luce
> Dall'atto istitutivo pubblicato dalla Gaietta di Koma'W. 14 febbraio 1848.
73i Per quanto riguarda questo dibattito molto interessante, ma troppo esteso per e-sporlo in poche parole, mi devo limitare a rinviare ad A. ARA, Lo Statuto fondamentale dello stato della Chiesa (14 manrp 1848). Contributo ad uno studio delle idee costituzionali nello stato pontifìcio nel periodo dille riforme'di dìo IX, Milano, 1966.
7 A prescindere di vari articoli' in La Patria mi riferisco soprattutto K.-.L. POMIDO­RI, Sulla necessità di uno statuto rappresentativo negli stati pontifici, Firenze, 1848. JLo stretto rapporto tra autori toscani e tali problemi dello stato pontificio non fu nuova, fu arizi un toscano a scrivere un'opera fondamentale in riguardo: L. GALEOTTI, Dèlia sovranità e del governo temporale dei Papi, Parigi, 1846.
A. V., Dell'antica costituzione dello Stato pontificio, in La Hi landa, 18 febbràio 1848.