Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Argentina. Emigrazione. Secoli XIX-XX
anno <2001>   pagina <67>
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L'Austria e Vltedia dopo la rivoluzione del 1848 67
attese della società borghese ife facile trovare pertinenti riflessioni nei documenti d'epoca: mi limito a citare da un rapporto ufficiale del 1852 in cui fu sottolineato che lo spirito conservatore ottiene la sua base più solida tramite un continuo crescere del benessere materiale del popolo J) -'
Tutti concordano che la strategia assolutista-centralizzatrice si rilevò controproducente. Ma nello stesso tèmpo non di rado si sostiene che quella modernizzatrice fu condotta con qualche successo: per esempio si constata un grandioso sviluppo civile (biirgerlich) e industriale8) e la fine del domi­nio feudale e dell'alta borghesia, progresso che sarebbe tornato utile alla grande massa della popolazione, cioè ai contadini.
Il 1848 aveva lasciato delle tracce profonde anche nel Lombardo-Veneto. Di qui la necessità almeno teorica per il governo di rivol­gere grande attenzione a questa provincia nel suo tentativo di mettere in atto le due strategie menzionate. Ciò è stato uno dei motivi per rivolgere il mio interesse a queste due regioni. Esso sembra ulteriormente giustificato poiché i politici responsabili erano ben consci di quanto fosse urgente acquietarle in modo efficace e duraturo per conservarle alla monarchia nonché di quanto fosse difficile raggiungere questo traguardo, disegnato dal ministro-presidente Schwarzenberg, nell'estate del 1849, come pacificazione morale.
La massima parte degli storici non solo austriaci che finora si sono dedicati alle vicende del Lombardo-Veneto durante il neoassolutismo negano addirittura la possibilità che questo traguardo fosse effettivamente realizzabile. Essi, dunque, sostengono l'inevitabilità della secessione di que­sta provincia. Si ritiene, perfino, che anche nel caso di una vittoria austriaca nel 1859 a lunga scadenza sarebbe stato impossibile conservarla all'impero, dato che il famoso grido nazionale sarebbe stato sentito troppo fortemente, Questa posizione rammenta molto la menzionata tesi dell'inevitabile degra­do della monarchia dopo il 1867.
Se l'interpretazione appena schizzata fosse esatta sarebbe superfluo ri­flettere circa la politica attuata da "Vienna, se essa risultò più o meno ade­guata per evitare un tale sviluppo. Il compito dello storico, quindi, .consiste­rebbe al massimo nella descrizione della politica effettuata. Invece sarebbe
<9T. NlPPERDEV, Deutsche Gescbichte 1800-1866, 2 ed., Munchcn, 1984, p. 678.
7) Rapporto per la settimana dal quarto ài dieci aprile, in H.AUS-, HOF- UND STAATSiVRCKlv (HHStA), Wicn, KK, GD, 1852, prima parte f. GB II 1851/1-fe fol. 26.
8); x,. GQGOLÀK, Uiigams, Natioiialiiàtengesete mie das Problem des magyarìscben Na/io-nal- una Zentralstaates. in Die Hubsburgermonarcbie 1848-W18, Die VSlker des Reiebes, voi. 3, a cura di A. WANDRUSZKÀ, P. URBANJTSCH, Wien, 1980, p. 1259.