Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Argentina. Emigrazione. Secoli XIX-XX
anno <2001>   pagina <68>
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cosa inutile meditare Su quello che un collega austriaco decenni fa, con un tono nostalgico abbastanza caratteristico per molti storici austriaci anche di data più recente, chiamò le occasioni perse. In altre parole sarebbe cosa vana riflettere sulle possibilità offertesi per il governo di imboccare un percorso politico alternativo, adatto a attuare la desiderata e necessaria pacificazione.
Da una prospettiva teorica una visione lineare, per non dire finalistica del corso della storia appare molto problematica, anche se le situazioni stòriche forse sono spesso meno aperte di quanto ormai molti si affrettano a sostenere per evitare l'impressione di caldeggiare una specie di storicismo. Nfel nostro caso specifico, questa visione stupisce ancora per il motivo che essa non corrisponde allo stato reale della ricerca, fatto per molti versi assai deplorevole. Sappiamo relativamente poco sulla politica viennese effettuata durante il periodo neóassohitista nei confronti del Lombardo-Veneto e sullo stato d'animo dei suoi abitanti. Si tratta nelle parole di Marco Meriggi1 del 1987 di una storia che, infatti, in gran parte ancora deve essere scritta .9>
Anche questo motivo, dunque, legittima una ricerca al riguardo. E proprio qui si riallaccia il mio progetto. Esso analizza, da un lato, quali veramente furono le soluzioni ponderate, e magari anche realizzate, dai responsabili politici, sia a Vienna sia in loco. Dall'altro lato, cerca di analiz­zare se queste soluzioni realizzate o anche soltanto discusse teorica­mente fossero state promettenti.
Ho già menzionato che la politica italiana di Vienna nel mio progetto rappresenta soltanto una, seppure importante, tessera di un mosaico più grande. Quindi, per motivi sia di spazio sia di tempo ho dovuto concentrare la mia analisi su determinati aspetti. Inoltre sono stato costretto a limitarla ad un circoscritto campione di fonti. Riguardo a quest'ultimo punto ho frequentato soltanto archivi viennesi, ma in maniera esauriente. Comunque spero di non aver dato troppa enfasi al punto di vista della classe dirigente, ma di aver colto in maniera sufficiènte anche le idee, gli atteggiamenti, le mentalità dei vari ceti della popolazione. Questa speranza si basa sul fatto che a Vienna giacciono molti documenti, riflettenti il loto stato d'animo, provenienti da inviati straordinari, responsabili locali, funzionari di -stato, esponenti della polizia nonché membri del governatorato generale e dell'esercito. Mi riferisco specialmente ai numerosi rapporti mandati periodi­camente a Vienna, non di rado ogni mese o addirittura ogni settimana. Non
9) M. MtfitfGOJ, // regno Lombardo-Veneto, in Sfuria d'Italia* voi. 18/2, Torino- 1987, p. 347.