Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Argentina. Emigrazione. Secoli XIX-XX
anno
<
2001
>
pagina
<
69
>
L'Austria e l'Italia dopo la HVQIHÌOM del 1848 69
sono completi e certamente le esposizioni contenutevi, per motivi molteplici, sono da analizzare con estrema cautela. Ma forniscono un quadro sufficientemente credibile per trarne delle conclusioni forse non troppo azzardate.
Ho scelto di analizzare cinque aspetti per giudicare se la politica viennese fosse opportuna a realizzare l'aspirata pacificazione: i primi due aspetti trattano piuttosto, per cosi dire, le rappresentazioni ufficiali (Vorstellungeri) riguardo al Lombardo-Veneto. In primo luogo, si tratta di un'analisi dei rap--porti concernenti Tumore pubblico; in secondo luogo, di un'analisi di memorie trattanti le strategie possibili per raggiungere la pacificazione. Gli altri tre aspetti mettono a fuoco concreti eventi e fasi del neoassolutismo nel Lombardo-Veneto. Ho analizzato, dapprima, il sequestro ordinato in seguito alla ribellione milanese nel febbraio del 1853, cioè la confisca dei beni di nobili che dopo il 1848 si erano recati in esilio per evitare l'intervento delle autorità austriache. In seguito, il viaggio imperiale nel Lombardo-Veneto durante l'inverno del 1856-57. Infine, il periodo passato dall'arciduca Massimiliano, fratello minore di Francesco Giuseppe, come governatore generale di questa provincia dal marzo del 1857 fino all'imminenza della guerra del 1859.
Ora mi sia permesso di esporre brevemente i risultati più importanti a proposito di tutti e cinque gli aspetti nominati. Comincio dai rapporti. Essi spesso contenevano delle osservazioni molto dettagliate sullo stato d'animo dei vari ceti: almeno fino all'estate del 1857, e soprattutto durante i primi mesi del dominio di Massimiliano, il futuro sviluppo della situazione politica fu talvolta valutato positivamente, Ma si tratta soltanto delle famose eccezioni che confermano la regola, dò vale pure per un rapporto compilato durante il soggiorno imperiale nel Veneto, in cui il locale direttore di polizia scrisse come la sola presenza monarchica avesse realizzata come per colpo magico ciò che le premure governative, lo zelo e la buona volontà' dei funzionari avevano aspirato vanamente.10) Per Brigitte Mazohl-Wallnig, uno dei pochi esperti in materia, queste parole proverebbero che la presenza imperiale mise in moto qualcosa che si sottrae ad ogni forma razionale di logica del dominio (fattoriale Herrschaftslogik) .n) Ma le esposizioni di questo funzionario stanno in netto contrasto con la stragrande maggioranza dei suoi giudizi espressi in altri rapporti conservati a Vienna e non c'è motivo
i") Rapporto di Giuseppe Pranceschioi (direttore di polizia del Veneto), 19 gennaio 1857, citato in B. MAZOHL-WALLNIG, Òstemhhhclnr VenPa/tUtìgSstaat timi admìnist ratino Blitm W KSnigfeié Lombardo-Vemtk 1815-1859, Malnz, 1995, p. 363.