Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <78>
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Gabriele B. C/wens
iniziav*e per la fondazione di queste società partivano prevalentemente da funzionari di Stato o da monarchi interessati alla storia3) che riuscirono a incitare i ceti elevati urbani. I rispettivi sovrani consideravano le società come un mezzo adeguato per favorire la ricerca iEórìéa secondo le loro prospettive, con approccio tradizionalistico e monarchico, e speravano che esse contribuissero anche a creare Jft rafforzare un'identità e una lealtà nazionale oppure regionale. I concetti di nazionale e dicinazione non vanno però interpretati così come li intendiamo oggi; i loro significati oscillano invece tra il riferimento a uno stato regionale (ad esempio la nazione bavarese) e una connotazione almeno nella prima metà dell'800 non ancora ben definita di Stato nazionale.
Una prima ondata di fondazioni si ebbe, nei territori tedeschi, non molto dopo le guerre di liberazione. Già nel 1840 si contavano oltre 40 società di storia patria; intorno al 1900, poiì, ne esistevano in quasi tutte' le" citta più grandi.4) Al di qua delle Alpi questo processo iniziò più tardi. Ih Italia, la prima società fu fondata nel 1833 da Carlo Alberto a Torino; altre ne seguirono all'inizio degli anni Quaranta e Cinquanta dell'Ottocento a Firenze, Parma-Piacenza e Genova. Tuttavia, una vera e propria ondata dì fondazioni si ebbe solo dopo l'uoMcazione dell'Italia. Rispetto alla Germa­nia, che aveva una struttura federale* ì monarchi italiani furono numerica­mente meno presenti come fondatori e promotori di società di storia patria. Gli appartenenti alla linea asburgo-lorenese e a quella borbonica si erano inoltre ben guardati dal sostenere le società fondate dai ceti urbani elevati. E vero che a Roma e a Napoli, già negli anni Quaranta dell'Ottocento, vi furono tentativi di fondare alcune società di storia patria, ma queste si
7 (1981), pp. 21-51; G.B. CLEMENS, Geschichtsvereine in Italie qviscben regionaler und nathnaier Historiograpbie, in. Identità territoriali e cultura politica nella prima età moderna a cura di M. BELLABARBA, R. STAUBER, Bologna, 1998, pp. 381-405. Molteplici accenni alle associazioni e il loro lavoro si trovano aneli e in B. CROCE, Storia della storiografìa italiana nel secolo dècimonono, Bari, 19302.
3) Si ricorda qui il forte impegno di Ludovico I. Egli fe.ee fondare delle società di sto­ria .patria con l'obbiettivo di creare un identità bavarese per 11 suo: Regno che; si era ingran­dito considerevolmente fiojjo in seguito ai rivolgimenti napoleonici; effe G. STETTER, Die Untìvicklnng dar Historiscben Vereine in Bayem, diss. Università di Monaco, 1963; S. WE; MSCH, Kò'nig Ludwig 1. und die bistorrseben Vernile in Bayern, in Vorwarts, vorwàrtr solisi du sebauen. Gescbicbte, Politile, und Kunst imttr Ludwig 1, a cura di J. ERICHSEN, U. PUSCHNBR, Munchen, 1986, pp. 323-339,
4 H. HEIMPEL, Geschicbtsìwreim cinsi undjety, in Gescbklìtswissenscbajt Und Vereinswe-seti ìm 19. Jabrbundert, Gòttìngcn, 1972, pp. 54-74; J. Voss, Akademm, gelebrtt Gestllscbajìm und wisstnscbaftlicbe Vertine in Deutsehbnd 1750-1850, in Socia hi li té et Soditi bourgeoìse en France, en Allimagne et en Suisse, 1750-1850, a cura di E. FRANCOIS, Paris, 1987, pp. 149-166 e pp. 156 esegg.