Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
anno
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2001
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pagina
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82
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Gabriele B. Clemens
parte di un numero, il più grande possibile, di associazioni, aumentava considerevolmente la reputazione sociale e scientifica*
Nel complesso, i criteri di ammissione nelle società tedesche erano più aperti e permettevano l'iscrizione di un numero più grande di -sòicieome dimostrano le cifre raccolte per il periodo esaminato. Va però considerato che qui erano i membri a finanziare le pubblicazioni, e che molte società tedesche non sarebbero state in grado di esistere senza tali contributi. La più elitaria era la società di Amburgo che a confronto con altre società
tedesche raccoglieva decisamente meno [! Che anche in Germania si
badasse alla reputazione della società e dei rispettivi soci, si può ugualmente dedurre dai verbali dei consigli direttivi. Se l'accesso alle società tedesche era complessivamente più facile rispetto a quelle italiane, una selezione efficace* seppure meno diretta, avveniva anche in questo caso. Accanto alle complicate procedure d'ammissione, che non mancavano, sortola menzionare le alte quote associative che solo Ì ceti elevati erano in grado di pagare. La somma da uno a quattro talleri a Berlino, Colonia e Dresda, o addirittura di oltre due fiorini a Stoccarda per molti era considerevole.12) Alle alte quote associative si aggiungeva il peso finanziario per costosi banchetti ed escursioni.13) Altrettanto, se non ancora più efficace, era però la barriera formativa. Le conferenze e le pubblicazioni, che le società offrivano, non potevano essere recepite, se non in parte, senza una formazione liceale o di analogo livello. Inoltre sembra che si siano ritrovati nelle società eli storia patria solo quegli ambienti che già si conoscevano per relazioni di parentela, scolastiche, universitarie e professionali, e che si frequentavano anche questo un punto da non trascurare in altre associazioni caritative, sociali o erudite.14)
i7i A Dresda, al momento della fondazione dei sodalizio, la quota d'associazione era di un tallero, che saliva a due talleri nel 1852; cfr. Mitteihingen des Kòniglicb Sàcbsischen Vereins Jìir Erforscbting und Erhaltung vaterlandìscber Alterlbiimci a. 6 (1852), p. 8. A Berlino, la quota d'associazione ammontava a; quattro talleri; cfr. ertiti Jìir Gescbicbte Berlins, m. (1870), p. 3, statuto del 1 febbraio 1870. Anche in Francia le quote d'associazione escludevano tutti coloro con un introito più modesto, perché scendevano quasi mai sotto i 20 franchi e raggiungevano in parte addirittura 50 franchi; cfr. J..-P. CHALINE, Sociétcs sapantes et acadimies de province eti Trame daits la premiare moitii du JMK' sUèliJsfhàabiMÌ ef.Socièté bottrgtoise en Frante, en A Ile magne et en Suisse, 1750-18SO', a cura di E. FRANCOIS, Paris, 1987, pp. 169-180, in particolare p. 177.
5> Per l'esclusione culturale, che derivava dal gran peso finanziario costituito dalle quote d'associazione e le manifestazioni serali, cfr. anche C, POPP, Der Mannbeimr Alter-tumst/erein 1859-1949-. Regionale Forscbungen, Sotalstruktur mtd Gescbicbfsbitd eìnes Historj-seben Vereinst Mannheim, 1995, p 136.
'*) Sarebbe senz'altro interessante analizzare sistematicamente, attraverso il modello della sociabiiili sviluppato da Maurice Agulhon, il collegamento tra le singole società di una atti sulla base dell'appartenenza a diverse società; nel quadro di questo studio ciò può