Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <85>
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La costruzione un 'identità
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perseguire, attraverso esso, anche altri interessi. Accanto al tratto egalitario e anti-aristocratico, che caratterizzò l'evoluzione delle associazioni da una parte desumibile ad esempio dalla libertà d'iscrizione e dall'eguaglianza nel godimento dei diritti per tutti i soci, indipendentemente dalle differenze cetuali , si riconosce d'altra parte una tendenza all'esclusività soprattutto nelle società culturali, e di generica socialità. Paragonando ora il numero dei nobili, iscritti nelle società tedesche, con quello dei membri nobili delle società italiane, risulta che l'associazionismo tedesco, a cui s'attribuiscono forti influenze borghesi, nel 50 di tutte le società mostra le stesse alte percentuali della Penisola. Nelle tre capitali di Monaco, Dresda e Stoccarda i soci nobili oscillano tra il 20 e 30, come appunto a Milano, Genova e Napoli. Per la maggior parte si tratta come a Torino di rappresentan­ti della nobiltà di servizio, mentre gli alti funzionari amministrativi e dell'ordine giudiziario raggiungono in media il 60 e il 70. Tuttavia anche l'alta nobiltà s'incontra non di rado nelle società di storia patria tedesche: a Stoccarda ad esempio essi furono particolarmente numerosi. Fu il sostegno, in parte considerevole, proveniente dalle case regnanti a favorire qui il grande interesse della nobiltà per le società di storia patria. I nobili non si distinguevano solo, nella maggior parte delle società esaminate, per la loro massiccia presenza; molto spesso ne erano alla guida, assumendo in tal modo importanti compiti di rappresentanza verso l'esterno; inoltre influen­zavano temi e contenuti delle pubblicazioni.
La presenza rilevante della nobiltà europea nelle società di storia patria sembra derivare da una serie di motivi che possono essere descritti nei seguenti termini: mecenatismo, autoriflessione, propaganda. La tradizione familiare dell'aristocrazia conteneva in sé un'alta disponibilità per impegnarsi secondo specifiche norme, ad esempio carità, religiosità, coraggio militare­sco, ma anche mecenatismo. L'adesione ad associazioni culturali, dove ci si presentava come promotori e mecenati, divenne il nuovo sìmbolo di presti­gio per la nobiltà. L'impegno nelle società di storia patria serviva non dà ultimo allo scopo di far conoscere attraverso la promozione della co­scienza storica nella popolazione i meriti acquisiti dalle aristocrazie regionali, minacciate dalle profonde trasformazioni in atto in quei tempi. Accanto a questa funzione propagandistica della storia, il sapere storico attualizzato, sostituendo le strutture giuridiche andate perdute, doveva inoltre assicurare in altro modo la solidarietà familiare e di ceto.20) Proprio
Per l'impegno culturale della nobiltà italiana e tedesca si rimanda ai seguenti lavori: H. REIF, Wettfdtiscber Adei 1770-1860. Vom Hemchaftsstand spr regionaten Etite, Gòttingen, 1979; A. L. CARDOZA, Aristocrats in BourgeoU Italy. The Piedmontese Nobility, 1861-1930, Cambridge, 1997; T. KROIX, Die Revo ite des Patriziati. Der toskaniscbe Adelsliberatimus im Risorgimento, Tùbingen, 1999.