Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
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2001
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pagina
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103
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Dante nel Risorgimento
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Un'altra delle novità essenziali nell'interpretazione di Dante, che affioravano nelle celebrazioni del 1865, furono i tratti irredentistici delle celebrazioni. All'inaugurazione del monumento fiorentino furono presenti delegazioni da Roma e dal Veneto, e durante le celebrazioni centennali fu consegnato al re Vittorio Emanuele una spada con la seguente terzina dantesca:
Vieni à veder la tua Roma che piagne,//Vedova, sola, e di e notte chiama:// Cesare mio, perché non m'accompagne? (Purg. VI, 112-114)M
Il contenuto irredentistico, che traspare da questa citazione di Dante, fu uno degli aspetti principali delle celebrazioni dantesche del 1865. Organizzazioni come la Società Dante Alighieri potevano ricorrervi negli anni Novanta dell'Ottocento. Tuttavia, non solo la festa fiorentina servi da palcoscenico alle rivendicazioni irredentistiche; anche nelle manifestazioni organizzate nel Veneto affioravano dichiarazioni di appartenenza alla nazione italiana. Nel contesto delle feste centenarie del 1865 in molte città del Veneto vennero inaugurati dei monumenti e dei busti su iniziativa privata.21) La grande risonanza che il mito di Dante trovò in quella regione, appartenente allora ancora all'Austria, dipende sicuramente dalla sua biografia che, da esiliato, aveva trascorso anche alcuni anni a Verona. Tuttavia, tale risonanza nel Veneto non si spiega solo con le tradizioni locali, ma anche con le possibilità offerte dal suo mito per esprimere la nazionalità italiana: e poi il fatto che la censura austriaca non riuscisse a trovare una linea unitaria contro il carattere, spesso apertamente politico, delle celebrazioni nel Veneto, dimostra la vera forza integrativa del simbolo nazionale di Dante sulle élites locali anche nelle regioni dove governava lo straniero. Così, accanto agli scritti commemorativi, che festeggiavano il poeta fiorentino quale pioniere di un'Italia unita, venivano eretti dei monumenti a Padova e a Verona, finanziati in parte dai rispettivi municipi. L'iscrizione del monumento di Verona: A Dante Alighieri Lo primo suo rifugio e primo ostello Nelle feste e nei voti concorde Ogni terra italiana ,22) esemplifica in modo convincente che erano stati i bilanci municipali a sostenere la spesa per celebrare la simbologia nazionale.
20) H. C. BARLOW, The SMè Centenary Festival* of Dante Allighiti in Florence and ai Ravenna by a Kepmentative London, 1866, p. 9.
21) G. BROGNOUGO, he Fette Dantesche del 1865 nelle provincie Venetet in Nuovo Ar-chimo Veneto, 1921, voi. 41/42, gennaio-giugno 1921, pp. 1-39.
23) Citazione tratta da B. TOBIA, La statuaria dantesca nell'Italia liberate: Traditone, identità e culto nazionale., in Mélange* de l'École Francasse de Rome, 1977, 109, p. 78.