Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <110>
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Jl Wolfgang Krogel
italiano cercava di trovare modelli di nazione, indipendenza e partecipazione politica per uno stato unitario. Fattore determinante della collettivizzazione della borghesia è l'acquisizione e la trasmissione di cultura. Seguendo questo approccio ci si è interrogati, innanzitutto, sulla valutazione delle società urbane borghesi premoderne e sulle idee politiche espresse da parte della storiografia nel diciannovesimo secolo (Balbo e Trova), analizzando poi il settore della manifestazione pubblica della cultura della memoria sulla base di alcuni esempi (Dante).
Nel centro di entrambe le ricerche troviamo la borghesia divisa tra tradi­zione comunale e religiosa, da un iato, e modernizzazione nazionale, dall'altro. L'eccezione, cioè un caso di non-nazionalizzazione, sembra essere costituita per lungo tempo dalla solidarietà cosmopolita delle confessioni non cattoliche davanti alla morte civile in terra straniera che si mantiene fino ai giorni nostri.
I. Dalia tomba degli eretici al cimitero comune: marginaliìgaione e monumentali sputane della memoria nell'esempio del Cimitero Acattolico a Roma.3)
Solo la separazione tra Stato e Chiesa, avvenuta nel corso del Risorgi­mento, porta in Italia a una de-confessionaligaione della cultura funeraria. Nei primi tre decenni del Settecento nacque a Roma, presso la piramide di Cestio, un luogo di sepoltura per gli a-cattolici morti a Roma e dintorni. Nell'Otto­cento questa macchia aperta sui prati del popolo romano fu recintata e istitu­zionalizzata, con una sua amministrazione propria, come cimitero per stranie­ri. Il cimitero fu confessionale nella misura in cui si accettavano solo a-cattolici, sulla base del principio /// quibus non comunicavimus vivis non comuni-camus defunctis. Esso riunisce di conseguenza ortodossi, luterani, calvinisti, anglicani, battisti, metodisti, atei: appartenenti a tutte le nazionalità e confes­sioni e pertanto interconfessionale. Sotto la guida e la protezione della Prussia e dell'Inghilterra si lottava, a Roma, di continuo, per guadagnare la neutralità dello Stato verso le diverse comunità religiose e il riconoscimento della pace dei sepolcri per le minoranze confessionali: l'assolutismo illuminato mirava a proteggere i diritti di tutti i sudditi, anche quelli delle minoranze religiose. In confronto, lo Stato pontificio appariva retrogrado, arbitrario, intollerante. L'argomento della pace dei sepolcri aveva venature pietistiche. Esso era rivolto soprattutto al crescente numero di defunti, appartenenti a famiglie straniere viventi a Roma, e di fede non cattolica. Nel periodo di fondazione, tra il 1821 e 1824, le idiosincrasie nazionali ebbero ancora un ruolo subordina­to. L'amministrazione finanziaria del cimitero venne assunta dalla Prussia, su incarico di tutti gli interessati. Nei contrasti diplomatici, il cimitero appariva di continuo come fenomeno circoscritto, benché tendenzialmente di valenza simbolica.
3> The Protestant Cemetery in Rome. The a Parte Antica, a cura di A. MENNfri-lPPOUTO e P.. VlAN, Rome, 1989; W. G. KROQMt All'Ombra della piramide. Storia e interpretaiQom del Cimitero Acattolico di Roma, Roma, 1995.