Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
anno
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2001
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pagina
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111
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Nazioni e culture nell'Italia del Risorgimento 111
La erisi dello Stato pontificio si rispecchiò nelle sepolture che, tra il 1859 e il 1870, riguardavano, in un numero non insignificante, i mercenari non cattolici delle truppe papali e i garibaldini di diversa nazionalità. Nello Stato pontificio, questo era l'unico cimitero per a-cattolici, sicché anche i morti di Mentana nel 1867 furono portati a Roma. Anche la cronaca della comunità evangelica di Roma racconta della cura d'anime nella guarnigione papale e francese. Solo con la fine delle guerre d'indipendenza venne soppressa la confessionalità dello Stato pontificio e, attraverso il suo assorbimento nello spazio giurisdizionale del Regno d'Italia, venne concesso il diritto al libero esercizio della religione. Dal punto di vista giuridico, dunque, le minoranze religiose disposero dal settembre 1870 della libertà religiosa sul territorio dell'ex Stato pontificio. In pratica però il cattolicesimo rimase dominante neU'amministrazione delle questioni ecclesiastiche, di cui la sepoltura faceva parte. Per l'istituzione di un settore evangelico all'interno del cimitero centrale di Campo Verano bisognerà aspettare più di un decennio. Prima di allora, anche molti italiani protestanti furono sepolti nel cimitero degli stranieri che divenne privato dal 1884.
Il movimento unitario fu visto come alleato nella soluzione delle questioni ultime , a proposito della libertà religiosa, della protezione delle minoranze e della parità. La trasformazione del quadro complessivo, avvenuta nel Risorgimento, ebbe effetti profondi sulla situazione delle minoranze religiose in Italia. Diversamente dalle comunità evangeliche di lingua tedesca in Italia, comunque, il Cimitero acattolico al Testacelo è rimasto il luogo di culto per non cattolici di tutte le nazioni straniere a Roma.4)
II. Confessionalità e nazione. I tentativi di naionalisgasyone delle comunità evangeliche durante il Risorgimento in Italia})
Solo a prima vista i problemi delle comunità evangeliche di lingua tedesca all'estero sono questioni interne di una minoranza isolata. In verità, i
4) Finora gli studi si sono concentrati sul Settecento e il lungo Ottocento fino al 1920. Sarebbero da approfondire gli studi sul Novecento (periodo fascista e gli anni del dopoguerra fino al 1989, con he ceneri di Gramsci di P, P. Pasolini) e l'inserimento nel contesto sociale e monumentale della città.
5> Recentemente sono stati pubblicati inventari o saggi sulle comunità protestanti fuori della Germania: 3- S'PEWME'i"Z>. Deutsche Epangelische Kircbengemeinden, in GroJSbritannien und ìr/and: Geschichte Und Archiièestiìnde, Hannover, 1998; C. TlCHY, Deutsche Evangelische Aus-landsgemeindeu in Frankreich 1918-19441 Kòln, 2000; J. PETERSEN, Die deutschen Èvangelischen Gemeinden in Rom and ìiàliei jtpr der Herausjorderung des Nationaisoialismus 1933-1943, in Quelhtt und Forschungen aus ilalienischen Archìven und ftiblioiheken, a. 73 (1993), pp. 616-657; W. KROGBL, La casa dell'eretico edi suoi ospiti sul Campidoglio in Roma Moderna e Contemporanea, a. 1 (1993), pp. l-23.-:l 43; A- ep, ESCH, Ùafim non unlen erlebt. Hilfesuchende und ibre Schieksale in dèn Registern des Htlfscomilès der deutschen èvangelischen Geme inde in Rom 1896-1903, in Das Deutsche Ottocento. Die deulsche Wnbmehmung Italìens im Risorgimento, a cura di A. BSCH e J, PBTHRSEN, Tùbingen 20QQ, pp. 287-325; A. e D. ESCH,Anjange und Frùbgesehìéte der Deutschen Èvangelischen Gemeinde tu Rom 1819-1870, in Qtiellen und Forschungen aus itaiìenìschen Archiven und Biblitbeken, Tùbingen, 1995, pp. 366-426.