Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
anno
<
2001
>
pagina
<
116
>
H6 I Wolfgang Krogel
nella letteratura, nella politica e nel diritto doveva fondare una comune nazione culturale FItalia. La difficoltà fu; soprattutto, dovuta al fatto che, diversamente dalle città e dalle città-stato, lo stato nazionale in Italia non possedeva una tradizione. Lo stato centrale aveva quindi bisogno, per la sua legittimazione, della propaganda esercitata da una simbologia culturale integrativa. Questa era composta soprattutto da un'idea di una lingua comune, associata a Dante e a Firenze. Firenze si autofesteggiò insieme a Dante nel 1865 come capitale della cultura e dello stato italiano. La venerazione dantesca nella sua città natale ebbe una doppia funzione: considerato che le festività trasportarono in ambito contenutistico tradizioni locali, esse contribuirono alla formazione di una tradizione di un sentimento di unità della cittadinanza di Firenze rivolta al passato. Innalzando, quindi, la tradizione locale al rango di festività nazionale, i valori tramandati in ambito storico locale vennero investiti di una più alta dignità: i principi di una collaborazione statale in una comune nazione italiana, esaltati durante queste festività, vennero considerati come una generalizzazione di contesti storico locali.
Dante venne apprezzato, da politico della città-stato fiorentina qual era, come modello di comportamento civico, anche se questo aveva comportato per il poeta l'esilio. Esemplari per l'impegno del cittadino nella società* rìvilis furono le corporazioni medievali con la loro particolare congiunzione di lavoro, istruzione e responsabilità politica. Non le diatribe tra partiti dovevano occupare l'ambiente pubblico politico, bensì l'impegno del cittadino per il bene comune. La vita costituzionale di Firenze in quanto città di Dante venne munita della pretesa di comunità concreta. Nelle festività Dante divenne un simbolo di giustizia, istruzione e senso del dovere. Queste idee normative, caricate storicamente, persero con il crollo in Italia del liberalismo di stampo civico la loro forza di coesione. L'interpretazione politica di Dante nel senso del Rinascimento all'inizio del sesto centenario divenne verso la fine di quest'ultimo oggetto di riflessione critica, così come in genere accadde allo sviluppo statale interno dell'Italia. Il quadro di Dante quale poeta nazionale della nostalgia italiana dell'unità venne assorbito dalla strumentalizzazione egemonica culturale tramite il fascismo da un lato e da una ricerca liberalizzata su Dante dall'altro, che ebbe grandi meriti.
WOLFGANG KROGEL